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LA VESPA VELUTINA, INDIVIDUATA DALL’UNIVERSITA’ DI TORINO IN VALLECROSIA E NEL BASSO PIEMONTE, NUOVO PERICOLO PER GLI ALVEARI
Scritto il 06-02-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Veterinaria
Il Ministero delle Politiche Agricole ha risposto all’interrogazione presentata a novembre dalla Sen. Donatella Albano del Partito Democratico, a proposito delle iniziative di contrasto alla diffusione della Vespa Velutina, che minaccia non solo gli alveari e il miele italiano, ma addirittura il meccanismo di impollinazione e fecondazione delle colture.
Il Ministero ha infatti attivato su tutto il territorio nazionale il sistema di rilevazione “BeeNet” già dal 2012, dopo che il Disafa dell’Università di Torino ne ha identificato la specie, in collaborazione con gli apicoltori, il Cra-Api di Bologna, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, il Cra-Abp di Firenze e il Dista dell’Università di Bologna, e successivamente ha affiancato al “BeeNet” una vera e propria squadra d’intervento con apparecchiature radar in grado di individuare e distruggere i nidi della Vespa Velutina.
Particolare attenzione, spiega il Ministero nella risposta data alla Senatrice, viene data ai territori della Liguria e del Piemonte, dal momento che proprio a Vallecrosia (IM) e nel Basso Piemonte sono stati individuati i primi esemplari provenienti dalla Francia, dove la Vespa Velutina arrivò dall’Oriente circa 10 anni fa in un carico di vasi per bonsai.
“Ringrazio il Governo per la sensibilità dimostrata verso questo problema che minaccia l’agricoltura nazionale, confido che la collaborazione con il Prof. Porporato dell’Università di Torino con gli altri enti interessati, possa produrre gli effetti sperati già entro la prossima primavera, per intercettare e distruggere i nidi della Velutina prima che possano arrecare danno” spiega la Sen. Albano, membro della Commissione Agricoltura, “dobbiamo portare a casa questo risultato, specialmente in vista dell’Expo 2015, dedicato proprio all’alimentazione”.
“Nel mio territorio ho già assistito ai danni prodotti dalla diffusione di un altro insetto proveniente sempre dall’Asia, il Punteruolo Rosso, e vorrei che non si ripetesse più lo stesso errore” racconta la Senatrice, originaria di Bordighera, la Città delle Palme, “il Punteruolo è stato inizialmente sottovalutato e ha decimato le palme liguri per poi diffondersi in tutta Italia, la Vespa Velutina potrebbe rappresentare un problema ben più grave dal momento che, uccidendo le nostre api, incide sui meccanismi di impollinazione”