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In agricoltura va tutto bene?
Scritto il 17-09-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
In agricoltura non va tutto bene, nonostante le statistiche Istat dicono che, senza il contributo dell’agricoltura, davanti al pil del secondo trimestre ci sarebbe stato il segno meno. Qualche politico ha persino detto che quello in corso é un nuovo rinascimento del settore agricolo, forse non avendo presente, nel momento in cui faceva tale dichiarazione, la gravità della crisi di alcuni comparti fondamentali per il settore agricolo, quali quelle del latte, della carne e buon ultimo quella dei cereali, con il grano pagato il 40% in meno dello scorso anno.
Alle crisi di alcuni comparti fondamentali si devono aggiungere i disastri dell’Agea, l’inefficienza di tante Regioni, la burocrazia che massacra le imprese, ecc.ecc. Il Governo in carica qualcosa di buono ha fatto, ad esempio la cancellazione dell’Irap e dell’Imu sui terreni agricoli e qualche intervento per semplificare la macchina amministrativa, ma ci sembra che la situazione reale del mondo agricolo sia ben lontana da certe narrazioni troppo ottimistiche.
Tutti vogliono fare i contadini, titolava nei giorni di Ferragosto una puntata della trasmissione “In Onda” su La7. Gli ospiti, in particolare lo scrittore ‘rurale’ Mauro Corona e la capa dei giovani Coldiretti, hanno sparso ottimismo a piene mani: basta poco per avviare una impresa agricola. Fosse vero. Occorrono invece capitali (la terra e le attrezzature costano o no?) e tanta, tanta professionalità. Non ci si improvvisa imprenditori agricoli.
Il dibattito sui temi agricoli ha assunto toni surreali, la distanza tra agricoltura comunicata e agricoltura reale risulta sempre più incolmabile.
Diciamoci la verità, l’agricoltura arranca e va rinnovata a fondo. Sull’Informatore Agrario il prof. Angelo Frascarelli ha messo in fila i dati reali del settore. Il valore della nostra produzione agricola in dieci anni è cresciuto del 14%, in Europa del 22%. L’occupazione continua il suo declino (meno 100mila occupati in dieci anni). I redditi agricoli in Italia sono aumentati del 14%, in Europa del 40%. L’export va, quello agroalimentare, ma quello strettamente agricolo peggiora il saldo negativo. E anche nell’export Francia e Germania (e Spagna nell’ortofrutta) manco le vediamo.
Non è continuando a dare una immagine positiva, idilliaca, della nostra agricoltura che si risolvono i problemi. Occorre ammettere che i problemi ci sono, che sono tanti e gravi, e poi darsi da fare per risolverli.
Facciamo nostre le parole di Frascarelli: “Bisogna impegnarsi per una agricoltura più produttiva, più innovativa, aperta al cambiamento, con più aggregazione, con filiere più organizzate, con più capacità tecniche e gestionali”. Nulla da aggiungere.