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Riso biologico, se ne é discusso a Vercelli
Scritto il 16-06-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
“La filiera del riso biologico si confronta: quali prospettive per il futuro?” E’ stato il titolo del convegno che si é svolto giovedì 16 giugno presso Crea – Unità di ricerca per la risicoltura.
Intorno al riso biologico si è acceso da tempo un vivace dibattito, anche attraverso i media, sia da parte della componente produttiva (risicoltori bio e convenzionali) sia da parte degli enti preposti al controllo ed alla vigilanza (organismi di controllo e certificazione ed enti pubblici). E’ risultato pertanto di estremo interesse e attualità uno scambio di informazioni e conoscenze fra ricercatori, produttori e i numerosi componenti del mondo della risicoltura biologica.
Durante la giornata si é svolto un confronto su tematiche quali: le buone pratiche per una corretta gestione agronomica della coltura e la scelta varietale; le misure per il contenimento delle specie infestanti; le misure per la riduzione dei prodotti fitosanitari nelle acque, in particolare nell’area a vocazione risicola; le modalità di controllo efficace sull’operato degli operatori biologici risicoli; l’intervento pubblico di vigilanza sull’operato degli Organismi di Controllo e sulla salubrità dei prodotti alimentari.
“E’ stato un incontro utile e molto partecipato – ha commentato l’assessore Giorgio Ferrero – si è fatto il punto sulle prospettive del riso biologico. Un settore trainante, il biologico non conosce difficoltà neanche nella crisi, un settore che può qualificare in termini di qualità e di benessere per la salute dei cittadini il riso prodotto in Piemonte”.
“Noi siamo convinti che il riso biologico rappresenti dunque una prospettiva importante anche per la risicoltura piemontese -ha continuato Ferrero -, la principale in Italia e in Europa, una possibilità in più sul mercato globale. Per questo metteremo in campo tutte le azioni possibili per sostenerlo e valorizzarlo”.
“C’è anche un problema di correttezza -ha concluso Ferrero, che coinvolge gli interessi dei consumatori e degli stessi produttori onesti, la stragrande maggioranza. Proprio per impedire che qualche “furbetto” vanifichi l’immagine del riso biologico e dei produttori piemontesi, abbiamo raddoppiato o quadruplicato – secondo gli enti cui si fa riferimento – i controlli, in modo che non venga fatto passare per riso biologico ciò che biologico non è. Lo dobbiamo ai cittadini e al loro diritto a non essere truffati, ma anche ai produttori corretti, che non possono sopportare la concorrenza sleale operata da pochi furbetti”.