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AGRINSIEME: L’AGRICOLTURA DEVE PRODURRE PER UN MERCATO ORMAI GLOBALE
Scritto il 07-09-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
Il modello di agricoltura che persegue Agrinsieme, ha spiegato Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo al convegno “Agricoltura e politica: Agrinsieme per la riforma dell’agricoltura italiana e della Pac”, che si è svolto alla Fiera Millenaria di Gonzaga (Mantova), “non è quello di un’agricoltura ridotta ai mercati locali, ai prodotti coltivati sotto casa e magari anche trasformati in casa. Un simile modello è in grado di sedurre schiere di media e di lettori, ma non coglie in pieno le potenzialità di quello che è e resta un comparto produttivo ed economico tra i più importanti del nostro Paese, oggi chiamato a produrre sempre più cibo di qualità per un mercato ormai globale“.
Esattamente quel che la Cia del Piemonte va sostenendo da tempo. Il nostro sistema agroalimentare, per continuare ad esistere, ha la necessità di puntare, soprattutto in questo momento di forte crisi dei consumi interni, al mercato globale. La via “internazionale” dello sviluppo agroalimentare più che un’opzione, o una scelta, è ormai un percorso obbligato.
L’agricoltura italiana è una grande realtà, le cui enormi potenzialità non possono esaurirsi in un sistema i cui terminali commerciali siano le reti di vendita diretta, i mercati dei contadini, gli agriturismi.
Il dato del valore dell’export agroalimentare ed agricolo del Piemonte (oltre tre miliardi di euro, di cui un miliardo circa riguarda bevande ed in massima parte vini e distillati) indica chiaramente la strategia da perseguire.
Il fenomeno della globalizzazione, ha dato adito, come forma di difesa, al radicarsi di tendenze che auspicano un ritorno indietro al locale, al domestico, ad un ambito, insomma, protetto e protettivo. Ma è solo un’idea consolatoria che non tiene conto della realtà.
Gardini ha spiegato anche che cos’è Agrinsieme: “A quanti mi chiedono di spiegare cos’è Agrinsieme, io rispondo che è la volontà di mettersi insieme per trovare soluzioni a problemi comuni. Erano i nostri stessi soci che quando ci incontravano ripetevano: ‘gli agricoltori hanno tutti gli stessi problemi, mettetevi insieme e provate a trovare soluzioni’. Ecco, Agrinsieme è la risposta ad esigenze fortemente avvertite dalle migliaia di aziende e cooperative da noi rappresentate, una risposta che non somiglia neanche lontanamente a quei progetti che nascono nel nostro comparto come frutto di decisioni assunte nella solitudine dei palazzi romani e poi imposte ai dirigenti e agli agricoltori che operano nei territori“.
“La forza di Agrinsieme – ha proseguito Gardini – è dunque il consenso, perché si tratta di un progetto che non è calato dall’alto. La scelta da parte di Cia, Confagricoltura e dell’Alleanza delle Cooperative di stare insieme è piuttosto la logica conseguenza del fatto che cinque soggetti tra loro diversi condividano una stessa visione di agricoltura, che è fondamentalmente proiettata verso il futuro“.
“Questo è il tempo delle scelte organizzative che richiedono sempre una grande dose di coraggio – ha concluso Gardini – e le nostre scelte sono chiare: noi non possiamo permetterci di inseguire ed affermare una visione di agricoltura anacronistica, legata ai modelli del passato. Il nostro obiettivo è invece raccogliere le sfide e le opportunità della globalizzazione, mettendo al centro le filiere agricole e rendendole sempre più efficienti, forti e strutturate, per riuscire ad essere competitive sul mercato e generare più reddito per gli agricoltori“.