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TAVOLO NAZIONALE SUL TARTUFO
Scritto il 14-01-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
Il viceministro della Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, ha coordinato il tavolo di lavoro nazionale, convocato a Roma, per affrontare i problemi fiscali, economici, della ricerca e della produzione legati al tartufo.
“Si è discusso – informa Olivero – di tracciabilità del prodotto, di fiscalità, di modalità per la messa in commercio di alimenti a base di tartufo, di promozione e valorizzazione della qualità italiana. L’obiettivo è stato quello di avviare un processo di regolamentazione che sia funzionale alla crescita del settore in logica di filiera. Come molti degli intervenuti hanno dichiarato, occorre tutelare chi coltiva, chi commercia, chi trasforma e soprattutto chi consuma. Del resto il tartufo è, innanzitutto, un alimento ed è necessario garantirne la tracciabilità: requisito fondamentale per il consumatore, ma anche strumento di tutela del prodotto nazionale rispetto ai tartufi di provenienza estera. Per quanto riguarda la fiscalità vi è una comune valutazione sulla necessità di superare le incongruenze dell’attuale sistema di tassazione, andando verso il riconoscimento del tartufo come prodotto agricolo. Infine, occorre mettere in campo, con impegno e determinazione, iniziative ad hoc per valorizzarne l’eccellenza, considerando le “sue” notevoli potenzialità sul mercato nazionale ed internazionale”.
“L’azione avviata – continua Olivero -proseguirà nelle prossime settimane attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale con le Regioni, le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato ed i promotori di iniziative legislative sul settore. Inoltre, abbiamo già messo al lavoro le diverse strutture del Ministero che si occupano del tema per avere tutti i dati necessari ad assumere le decisioni più corrette”.
“In accordo con il ministro Martina – conclude Olivero – vogliamo giungere il prima possibile ad una revisione della normativa attuale del settore che, al tempo stesso, dia garanzie sulla tracciabilità e non vada ad oberare di burocrazia i cercatori e i coltivatori di tartufo. Oggi troppe volte non riusciamo ad avere certezze sul prodotto, lasciando spazio a truffatori ed evasori. Il tartufo è un frutto del sottobosco, ma non vogliamo che anche il settore rimanga nel sottobosco: trasparenza e regole certe servono per dare ulteriore lustro ad un prodotto che rende onore al nostro Paese”.