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EXPORT AGROALIMENTARE, AVANTI PIANO. BENE I VINI ROSSI PIEMONTESI. BENINO IL VINO A LIVELLO NAZIONALE.
Scritto il 28-09-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Consumi
Le esportazioni italiane di prodotti agroalimentari chiudono il primo semestre di quest’anno con un progresso dell’1,6% in valore, determinato esclusivamente dalla buona performance degli alimenti trasformati (+2,6%), a fronte di una battuta d’arresto dell’export agricolo (-2,7%).
E’ quanto emerge da un’elaborazione Ismea dei dati Istat che mette a confronto i dati di gennaio-giugno 2014 con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso.
Seppure a ritmo più lento, se confrontato con i tassi di crescita dell’ultimo triennio (rispettivamente +8,7% nel 2011, +5,6% nel 2012 e +4,8% nel 2013), l’andamento delle vendite oltre frontiera del settore si rivela leggermente migliore rispetto all’export italiano nel complesso (+1,3% nel semestre).
Tra i comparti di punta del made in Italy agroalimentare mantengono un buon andamento le esportazioni di formaggi e latticini, con quasi il 10% di aumento, grazie ai segni più dei formaggi grana (+7%), del Pecorino/Fiore sardo (+19%) e del Gorgonzola (+8%).
Anche le preparazioni a base di carni suine accelerano il passo, mettendo a segno un aumento del 9% circa, con punte di oltre l’11% per prosciutti, inclusi speck e prodotti affini. Bene all’estero la frutta (+4%) e i prodotti dolciari a base di cacao (+2,8%).
Per l’olio di oliva e i prodotti della biscotteria e panetteria i primi sei mesi del 2014 hanno fatto segnare incrementi rispettivamente del 2,8% e del 2,6%. Al contrario frena l’export di ortaggi, legumi e frutta trasformati (-0,5%), in un semestre negativo anche per la pasta (-1%) e gli ortaggi freschi (-10%).
Gli spumanti hanno messo a segno un’altra grande performance: +19,5% di volumi esportati nei primi quattro mesi dell’anno sullo stesso periodo del 2013, e +15,6% in valore (329 milioni di euro).
Le esportazioni dei vini imbottigliati, nel primo semestre 2014, sono rimaste sullo stesso livello dell’anno precedente, a quota 593 milioni di litri, ma con una piccola, quanto confortante, crescita in valore del 2%, a quota 1,82 miliardi di euro.
Le cattive notizie arrivano dallo sfuso, alle prese con la concorrenza spagnola, che ha invaso il mercato di vino a basso prezzo dopo l’eccezionale vendemmia 2013, specie in Paesi come Francia e Germania. Il risultato è una perdita importante in termini di valori, scesi complessivamente del 17,9%, a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi, in calo solo del 2,4%.
L’export vinicolo a livello nazionale, in complesso, nei primi sei mesi dell’anno, è cresciuto dell’1,4% in valore.
Meglio il Piemonte, che nello stesso periodo ha esportato vini per un valore di circa 438.000 euro con un incremento del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ben oltre l’incremento nazionale. Lo scorso anno il Piemonte l’export piemontesi di vini ha raggiunto i 969.000 euro, pari al 19,2% del totale italiano. Quest’anno potrebbe superare il miliardo di euro.
Prendendo poi in considerazione i risultati raggiunti dal Piemonte vitivinicolo nel triennio 2010/2013, è ragionevole, pur senza esagerare, essere ottimisti, in particolare sul futuro dei nostri vini rossi. Nel triennio in questione le esportazioni di vini rossi piemontesi sono cresciute del 47%. Di questo 47%, ben il 18% è stato messo a segno nel 2013.