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LA LOBBY DELLA ARANCIATE E’ STATA SCONFITTA ….. O NO?
Scritto il 11-06-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Europa
La lobby delle aranciate è stata davvero sconfitta dall’emendamento del Pd alla legge Comunitaria, primo firmatario Oliviero Nicodemo, approvato dalla Camera il 10 giugno scorso, che prevede l’aumento dal 12 al 20 per cento dell’arancia nelle bevande vendute con il nome dell’arancia? La norma non riguarderà la produzione in sé, ma l’etichettatura, che non potrà più riportare la dicitura “a base di succo d’arancia” per livelli inferiori del 20%.
Più frutta nelle bevande analcoliche migliora sicuramente la qualità del prodotto, tutela i consumatori e dà maggiori garanzie ai produttori agricoli, ma il provvedimento, dopo il passaggio al Senato, dovrà ottenere il via libera dalla Ue, che fino ad ora si è sempre espressa negativamente su provvedimenti analoghi. E’ meglio quindi rimandare i festeggiamenti.
Più volte, in questi anni, il nostro Governo ha provato a varare disposizioni per innalzare dal 12 al 20 per cento il succo di frutta naturale nelle bevande analcoliche rinfrescanti a base di frutta, ma è sempre finita male. L’ultima volta nel 2012 con il cosiddetto “decreto Balduzzi” (articolo 8, comma 16 e 16bis del decreto legge n. 158/2012), respinto al mittente dalla Ue perché avrebbe comportato discriminazioni fra produttori di diversi paesi europei. Rispetto agli Italiani sarebbero stati favoriti i produttori degli altri Paesi che potevano godere di una maggiore flessibilità. La norma, inoltre, non avrebbe potuto impedire l’arrivo in Italia di bibite prodotte all’estero con la quota del 12 per cento. E questo, seconda la Commissione, avrebbe danneggiato i produttori italiani di bibite, con effetti distorsivi della concorrenza.
L’emendamento Nicodemo è una buona cosa, ma l’attuale normativa comunitaria che regola la materia non può essere modificata a piacimento dai Parlamenti nazionali. Tutti gli Stati membri sono tenuti rispettare le regole europee, anche quando non piacciono. Ciò non significa che si debba rinunciare a battersi per modificarle quando sono sbagliate, ma lo si deve fare attenendosi alle le procedure previste dalla Ue.
Spesso le norme comunitarie hanno abbassato la qualità dell’alimentazione. La stessa normativa europea sulle aranciate e sulle bibite rinfrescanti è obsoleta e va cambiata, ma la questione va affrontata e risolta in sede europea, magari durante l’imminente semestre di Presidenza italiana e non attraverso atti unilaterali.