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Mais: al via l’applicazione delle premialità previste dall’accordo quadro, primo passo verso il rilancio della coltivazione italiana
Scritto il 08-06-2020 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazione erbacee
“Con l’applicazione congiunta delle premialità derivanti dall’Accordo Quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata e dell’incentivo previsto da ministero delle Politiche agricole, da questa campagna di commercializzazione, i produttori italiani di mais potranno percepire premialità aggiuntive rispetto al normale prezzo di mercato per il prodotto raccolto”. Lo sottolineano le organizzazioni firmatarie e promotrici dell’Accordo Quadro, pienamente operativo e siglato dalla filiera maidicola nazionale composta da Assalzoo in rappresentanza dell’industria mangimistica italiana, Ami, Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura e Copagri per i produttori agricoli, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari per il mondo cooperativo, Compag e Aires per gli stoccatori e per gli essiccatori, Assosementi per le ditte sementiere, e Origin Italia per i Consorzi di Indicazioni Geografiche.
”Grazie anche alla firma da parte della filiera di questo Accordo quadro, il Mipaaf ha emanato il decreto ministeriale per la competitività delle filiere, fortemente richiesto e sostenuto dalle stesse Organizzazioni firmatarie dell’intesa, con il quale è stato stabilito un incentivo di 100 euro ad ettaro a favore degli agricoltori che coltiveranno mais sulla base di tale accordo”, proseguono le organizzazioni firmatarie. Le organizzazioni ricordano inoltre che ”l’Accordo Quadro rappresenta una strada fortemente voluta dalla filiera, come primo passo verso un rilancio della coltivazione italiana di mais, cereale che in pochi anni ha registrato un crollo del 50% delle super ci seminate”.
“Vista la scadenza imminente della Domanda Unica 2020, tutte le Organizzazioni firmatarie chiedono che Agea, emani al più presto la circolare applicativa con le indicazioni specifiche che per accedere al nuovo contributo ministeriale e garantire la più ampia adesione da parte di tutti i produttori”, concludono Assalzoo, Ami, Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Compag, Aires, Assosementi e Origin Italia.
“Il mais ha rappresentato e rappresenta ancora oggi –aggiunge il Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini -, nonostante la forte crisi, una produzione di importanza primaria per l’economia agricola e zootecnica e per le produzioni alimentari che ne derivano. Ad oggi non ci sono alternative credibili al mais. Occorre pertanto rilanciare la coltura. Un forte contributo in questa direzione può provenire dalla ricerca per migliorare le perfomance varietali, in particolare le rese e la qualità, soprattutto sanitaria, del mais italiano.Altrettanto necessario é favorire lo sviluppo di altri strumenti come l’agricoltura di precisione, l’affinamento di pratiche agronomiche più efficienti, l’ammodernamento delle strutture di stoccaggio, per creare una filiera efficiente e in grado di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione”.