In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
ICQRF: nelle prime due settimane di aprile calo delle vendite di vino del 50%
Scritto il 13-05-2020 da Ufficio stampa | Categoria: vino
Nelle prime 2 settimane di aprile, il bollettino Cantina Italia dell’Icqrf, pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole, registra uno calo nello smaltimento del vino, e quindi nelle vendite, del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 950.000 ettolitri di vino contro quasi 1,95 milioni di ettolitri.
Ma non è tutto. Preoccupa quel che potrebbe accadere nei prossimi mesi a causa delle scorte giacenti presso distributori e importatori, degli accordi inevasi e dei mancati pagamenti, ma anche delle ripercussioni dovute agli spostamenti di eventi come ProWein e Vinitaly e con essi la possibilità di incrementare il business.
“La situazione è allarmante – afferma il Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini -.Le ripercussioni sul settore vitivinicolo dell’emergenza coronavirus in termini di impatto economico non sono ancora definibili. La speranza dei nostri produttori è che qualcosa possa cambiare in meglio nella seconda metà dell’anno, ma viste le restrizioni che verranno imposte a ristoranti e bar e la crisi delle attività turistico-ricettive, gli effetti positivi, se ci saranno, non potranno che essere limitati. Il coronavirus ha inoltre fermato l’export di vino, fondamentale per la sopravvivenza del settore in Piemonte. Più del 60% del vino piemontese prende infatti la via dell’estero. Bisogna che il Governo dia urgentemente una risposta alle richieste della filiera del vino e che si pensi fin da subito a mettere in piedi una grande azione promozionale istituzionale dedicata ai mercati esteri. I produttori non intendono abdicare al loro ruolo e vogliono continuare a coltivare le vigne, ma devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare”.