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Vino, servono misure anticrisi e di rilancio
Scritto il 23-04-2020 da Ufficio stampa | Categoria: vino
Con il canale Horeca chiuso praticamente ovunque, il mercato del vino è crollato di circa il 60% e ancor di più per i vini di alta gamma. Dopo qualche segnale di crescita ad inizio marzo, si registrano dei cali delle vendite anche nei supermarket. Sebbene l’export non si sia completamente arrestato, è diventato irregolare, con la quasi totalità degli operatori che non riesce a mantenere il tradizionale flusso economico da quando è scoppiata la crisi.
Considerato inoltre che una parte del settore Horeca avrà difficoltà a riprendesi, che il turismo é in netto calo ed é possibile il collasso di alcuni importatori e distributori, il mondo del vino si appresta ad affrontare una crisi che non sarà breve. Ci vorranno tempo ed investimenti per recuperare. I produttori sono disorientati.
Servono urgentemente misure anticrisi e di rilancio. Le risposte delle Istituzioni italiane ed europee, ad oggi, non sembrano essere adeguate alla gravità della situazione.
Il Comité Européen des Entreprises Vins ha chiesto il congelamento delle risorse Ocm non spese per il 2019/2020, in modo che siano disponibili fino all’annualità 2022/2023, una maggiore flessibilità nei programmi di promozione e semplificazioni burocratiche e fiscali.
La filiera nazionale del vino – che unisce Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi – ha scritto al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, proponendo quattro azioni concrete per fronteggiare la crisi, dopo le richieste economiche e fiscali già avanzate: uso dell’alcol di emergenza, distillazione controllata, vendemmia verde e ammasso privato per una parte del quantitativo in giacenza.