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La filiera del vino scrive un’altra lettera alla Ministra delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Teresa Bellanova per proporre delle nuove misure per il settore
Scritto il 16-04-2020 da Ufficio stampa | Categoria: vino
La filiera del vino è tornata a scrivere al Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Teresa Bellanova una lettera che si aggiunge alle due precedenti già indirizzate al Governo. In questo momento, affermano le associazioni di categoria (Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi), la priorità è garantire liquidità, fondamentale per la sopravvivenza dell’impresa e dei suoi dipendenti, in attesa della ripartenza delle attività economiche. Ma non basta.
Per far fronte all’impatto dell’emergenza sul mercato vitivinicolo occorre dare l’opportunità per i produttori vinicoli di destinare vino da tavola in giacenza alla distillazione, al fine di ricavarne alcol ad uso medicale, a disposizione della Protezione Civile. Le distillerie si dovrebbero fare carico del prelievo del prodotto, del trasporto e della distillazione. Resta inteso che, in questa catena, nessun anello dovrà conseguire un profitto.
Un’altra proposta riguarda la necessità di fissare una misura di distillazione per far fronte alle giacenze e alla potenziale mancanza di capienza nelle cantine per le uve e i mosti per la prossima vendemmia. La distillazione deve comunque restare volontaria e non obbligatoria, inoltre dovrà essere finanziata da adeguate risorse economiche.
Allo stesso tempo, la misura della distillazione dovrà essere seguita, già a partire dalla prossima campagna vitivinicola, da una modifica delle disposizioni nazionali in materia di rese massime di uva per ettaro per i vini non ad indicazione geografica, che tenga tuttavia conto delle diverse specificità produttive territoriali.
Tra le proposte avanzate dalla filiera del vino c’è anche la misura della vendemmia verde. La filiera auspica che la misura possa essere attivata dalle Regioni, con l’obiettivo di ridurre la produzione per la successiva campagna vendemmiale.
Lo strumento della vendemmia verde è destinato all’eliminazione del prodotto mentre si potrebbe esplorare la possibilità di introdurre una nuova misura transitoria destinata alla riduzione volontaria delle rese con un risarcimento al viticoltore o procedere con una modifica della misura stessa.
Data la mancanza di forza lavoro nella fase dell’anno nella quale la vendemmia verde è normalmente attivata (mese di giugno), il mondo del vino chiede inoltre lo spostamento del calendario, dando la possibilità di esercitarla anche nel mese di luglio.
L’ultima richiesta della filiera riguarda invece la possibilità, per alcune produzioni vitivinicole temporaneamente eccedenti o con difficoltà di sbocco sul mercato, di ricorrere all’ammasso privato per una parte del quantitativo in giacenza. Questa misura potrebbe essere di supporto per alcune produzioni da invecchiamento che non troverebbero subito mercato nei mesi estivi quando auspicabilmente potrebbe riaprire il canale horeca.