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Scanavino: bisogna fare passare questa bufera e prepararsi per il dopo pandemia
Scritto il 22-03-2020 da Ufficio stampa | Categoria: Cia
Come sta andando il lavoro degli agricoltori? Quali sono i loro problemi e le loro istanze? Quale la situazione in Piemonte?
Dino Scanavino, astigiano, vivaista, e presidente nazionale della Cia (Agricoltori) spiega: “Chi dice che per superare questa crisi ci debba essere una sana e robusta iniezione di soldi nelle casse delle banche che poi dovranno distribuirli alle imprese agricole ha ragione, ma dice una cosa a metà. Perché il problema è che le regole europee, vedi Basilea, impongono al sistema bancario norme stringenti. Bisogna modificarle per dare più flessibilità, altrimenti si chiude”.
Per quanto riguarda il settore agricolo Scanavino segnala l’ottima risposta dell’ortofrutta, impegnata nei rifornimenti della GDO, ma indica almeno un punto critico: la filiera del latte. E spiega: “Chiusi bar, ristoranti e pizzerie il latte fresco italiano ha subito un contraccolpo. Non escludo che si possa dirottare queste produzioni verso i formaggi stagionati, il latte in polvere e altri prodotti con conservazioni più lunghe”.
Scanavino auspica semplificazioni vere nella burocrazia agricola e grande flessibilità negli aiuti, sia da parte dello Stato nazionale sia dalla Ue. Poi c’è il vino che per il Piemonte significa tanto in termini economici, ma anche sociali e ambientali.
Dice il presidente nazionale dalla Cia: “Ci sono segnali di preoccupazione. Mercati chiusi, ordinativi in calo o congelati, incassi quasi azzerati. Bisogna fare passare questa bufera, ma prepararsi per il dopo pandemia con misure che servono un po’ per tutti: sostenere le aziende, avviare robusti piani di comunicazione e promozione in Italia e all’estero, evitare speculazioni e sostenere i prezzi. Non escludo per il vino anche misure estreme”.
Scanavino non la pronuncia, ma la parola potrebbe essere “distillazione”. “Non per surplus, ma come strumento per regolare il settore ed evitare terremoti dovuto dalla concorrenza che arriverà da altre parti del mondo dove i costi di produzione sono più bassi che da noi” chiarisce. Si tratta di operazioni che comportano investimenti importanti ed è inevitabile che il pensiero corra alla Ue e alle banche
Fonte: www.saporidelpiemonte.net