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Emergenza coronavirus: restrizioni in tutta Italia, la filiera agroalimentare tra le attività essenziali
Scritto il 12-03-2020 da Ufficio stampa | Categoria: coronavirus
La filiera agroalimentare è stata esclusa dalla stretta decisa dal Governo per far fronte all’emergenza coronavirus. Chiusi invece negozi, bar, pub e ristoranti. Ma questo non significa che le imprese agricole siano un’oasi felice in un Paese allo stremo e non abbiano bisogno di sostegni.
L’agricoltura deve fare i conti con un mercato che non è più quello di prima. Oltre alle note e gravi difficoltà nell’export, anche il mercato interno è in netto rallentamento. I mercati rionali, ad esempio, che rappresentano uno sbocco importante per la nostra produzione ortofrutticola, sono chiusi. La vendita diretta dei produttori agricoli nell’ambito di spazi all’aperto é vietata. I ristoranti, non lavorando, ordineranno sempre meno bottiglie di vino ai produttori: si prevede un calo notevole che rischia di compromettere irrimediabilmente la stagione 2020 appena iniziata. Ecc.ecc.
Il coronavirus inoltre non ha reso problematici soltanto i viaggi dei privati, ma rischia di creare un intoppo importante anche per tutto quel che è il traffico di prodotti agroalimentari sulle strade.
Ci sono poi delle questioni che devono essere chiarite al più presto. Il settore florovivaistico, non alimentare, ma certamente agricolo, che ha una stagionalità molto breve e concentra quasi il 90% del suo fatturato fra i mesi di marzo e maggio, rientra o meno nella stretta decisa dal Governo? E poi ci sono le aziende agrituristiche, la cui produzione veniva venduta direttamente o consumata in azienda: ora che gli spostamenti per turismo sono vietati e non ci sono più clienti, queste aziende, oltre ad essere in grave sofferenza per i mancati introiti, che devono fare dei loro prodotti?
Tutti questi problemi, ed altri ancora, dovranno essere considerati quando si esamineranno meglio le ricadute sull’economia del dpcm e si deciderà come spendere i 25 miliardi stanziati dal Governo per l’economia.
“Condividiamo l’appello del Presidente del Consiglio – commenta Gabriele Carenini, Presidente di Cia Piemonte – rivolto a tutti, imprese e cittadini, a entrare nell’ottica della responsabilità, senza furbizie, e ad accettare le restrizioni. La tutela della salute viene prima di tutto, ma ribadiamo con fermezza la necessità che contemporaneamente vengano adottate misure straordinarie in favore del settore agroalimentare che sta rischiando, a causa dell’emergenza coronavirus, di finire in ginocchio”.
avoratori del settore.