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Psr, oltre tre milioni di euro a sostegno delle filiere corte
Scritto il 03-01-2020 da Ufficio stampa | Categoria: agroalimentare
Con una determina dirigenziale è stata approvata la graduatoria della Misura 16.4 del Piano di sviluppo rurale della Regione Piemonte, in materia di creazione di filiere corte, mercati locali e attività promozionali. La risposta a tale bando è stata molto elevata, tenuto conto che sono stati coinvolti in totale ben 413 produttori agricoli e agroalimentari di cui 155 della provincia di Asti, 110 del cuneese, 90 del torinese, 38 dell’alessandrino, 12 della provincia di Novara e 8 del biellese per un valore complessivo di 3.017.997,80 euro.
La filiera corta ha molti buoni motivi. La stessa Cia ha promosso il progetto “La spesa in campagna” perché è convinta del valore economico e sociale delle filiere corte e cortissime, che portano al contatto diretto fra il produttore e il consumatore.
Tuttavia la cosa non va enfatizzata oltre misura. L’orizzonte di molta parte delle nostre imprese agricole ed alimentari sono ormai, necessariamente, i mercati “lontani”.
Nel corso degli ultimi anni la globalizzazione, le logiche di mercato, le politiche commerciali non solo delle grandi industrie, ma anche di tanti piccoli e medi produttori agricoli piemontesi, hanno distanziato geograficamente sempre di più i produttori ed i consumatori.
Recuperare, ove é possibile, un rapporto più stretto tra produttori e consumatori è giusto. I prodotti di prossimità sono per altro il cardine del turismo enogastronomico, molto importante per la nostra Regione. Ma va preso atto che viviamo una società mercantile, ci piaccia o meno. La parte più consistente del nostro sistema agroalimentare deve necessariamente rivolgersi ad un mercato molto più vasto di quello locale, che in molti casi corrisponde al mondo intero, per poter reggere.
Nel corso degli ultimi anni la globalizzazione, le logiche di mercato, le politiche commerciali non solo delle grandi industrie, ma anche di tanti piccoli e medi produttori agricoli, hanno distanziato geograficamente sempre di più i produttori ed i consumatori. Recuperare, ove é possibile, un rapporto più stretto tra produttori e consumatori è giusto, ma il ritorno ad un mondo ante globalizzazione è impensabile. Puntare sull’ export con la forza del Made in Piemonte é la strategia vincente per ridare slancio al nostro agroalimentare. Ed in questo senso bisogna lavorare ancora molto.