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Cinghiali, allarme trichinellosi: più di 40 le persone ricoverate in Val di Susa. Allerta estesa a tutte le Asl della provincia di Torino,
Scritto il 08-01-2020 da Ufficio stampa | Categoria: fauna selvatica
I cinghiali non solo procurano gravi danni all’agricoltura, non solo sono causa di incidenti stradali con esiti talvolta mortali, ma mettono in pericolo anche per la salute pubblica.
Sono più di 40 le persone in Val di Susa che sono state ricoverate dopo aver consumato carne di cinghiale “lavorata” da cacciatori locali ed infestata dalla Trichinella, un parassita che inizialmente si localizza negli intestini degli animali, per poi dare origine a una nuova generazione di larve che migrano nei muscoli, dove poi si incistano.
La trichinellosi é una malattia infettiva che colpisce la fauna selvatica. Si trasmette all’uomo attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta: i primi sintomi della presenza del parassita sono diarrea, spasmi addominali e vomito. In seguito subentrano dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia, febbre. Casi di trichinellosi sono stati segnalati, oltre che Piemonte, anche in Toscana, Lombardia, Emilia, Sardegna, Lazio e Molise.
A rilevare la spiacevole notizia sono stati gli Istituti zooprofilattici di Piemonte, Lazio, Molise e Sardegna e Toscana a seguito dei prelievi dei veterinari delle Asl dei comprensori citati e di decine di ricoveri per malori. Il rischio è che la selvaggina catturata possa essere consumata al livello domestico oppure venduta a ristoranti e macellerie per la preparazione di pietanze tipiche locali.