In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
Sono scattati i dazi Usa
Scritto il 18-10-2019 da Ufficio stampa | Categoria: agroalimentare
Dalle 6 di stamattina, sui prodotti del made in Europe è calata la scure dei dazi Usa. Quanto al nostro made in Italy, saranno colpiti, tra gli altri, i formaggi, a partire da pecorino e parmigiano, i liquori e gli amari. Dazi al 25% anche per i vini francesi, le olive greche, il whisky scozzese.
Cia, oltre a sottolineare le conseguenze negative dei dazi su alcuni prodotti che l’Italia esporta con successo negli Stati Uniti e ad invitare la diplomazia a lavorare perché siano eliminati, prendendo spunto dalle parole dette dal Presidente Mattarella nell’incontro con Trump, sottolinea come sia giunto il momento, senza ulteriori indugi, di ratificare il Ceta, l’accordo di scambio commerciale con il Canada, già in esercizio da più di un anno.
Per la Cia, per Agrinsieme, per tutti i principali Consorzi di tutela delle dop e delle Igp, ma anche per Confindustria la mancata ratifica del Ceta sarebbe un autogol clamoroso. Non ratificare un accordo con un paese civile, rispetto al quale abbiamo comunque un forte surplus commerciale, ossia un accordo con molti più vantaggi che costi per il nostro Paese, sarebbe veramente incomprensibile.
Cia ritiene inoltre necessario che la Ue riprenda velocemente i negoziati relativi agli accordi commerciali già avviati con i Paesi terzi per creare migliori opportunità di scambi. Se ben gestiti e governati gli accordi commerciali rappresentano un’opportunità da cogliere, soprattutto in questo momento in cui dazi, innalzamento di barriere e ostacoli al commercio internazionale la fanno da padrone. E possono essere sempre migliorati. L’alternativa ai trattati commerciali sono le guerre commerciali. In assenza di accordi commerciali é anche difficile contrastare il cosiddetto Italian sounding, un fenomeno che nel mondo ha assunto proporzioni enormi. Si calcola che valga una sessantina di miliardi.