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Protezione api, l’Europarlamento respinge la bozza di regolamento della Commissione. In Europa le api da miele sono in declino da metà degli anni ’80, non solo a causa degli agrofarmaci..
Scritto il 29-10-2019 da Ufficio stampa | Categoria: zootecnia
Troppo deboli e condizionate dall’opposizione dei Paesi membri. L’assemblea plenaria dell’Europarlamento ha respinto la bozza di regolamento della Commissione Ue per adottare criteri di protezione delle api nel processo di autorizzazione al rilascio di agrofarmaci.
Come riporta Guido Minciotti sul Sole24Ore le linee guida in difesa delle api scritte dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) nel 2013 sono state sempre considerate troppo stringenti dagli Stati membri, che hanno bocciato tutte le proposte presentate dall’Esecutivo Ue da cinque anni a questa parte e ne hanno di fatto bloccato l’applicazione.
Il rigetto dell’Europarlamento impone di ricominciare da capo.
Nel testo della risoluzione adottata dall’Europarlamento, si afferma come sia “inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione degli orientamenti per le api dell’Efsa del 2013“. Il progetto della Commissione “introduce soltanto delle modifiche (…) per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma non si pronuncia sulla tossicità cronica per le api da miele, nonché sulla tossicità per i bombi e le api solitarie“. Il testo della Commissione inoltre “non rappresenta quindi le evoluzioni più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non modificherebbe il livello di protezione” già in vigore.
I deputati sottolineano quindi che la Commissione europea non avrebbe dovuto cedere e avrebbe dovuto fare pieno uso dei suoi poteri, poiché i 16 Stati membri che hanno impedito l’applicazione dei nuovi criteri di protezione non formavano una maggioranza qualificata.
Le api ci danno il miele, ma sono soprattutto degli insetti impollinatori essenziali per aiutare le piante a riprodursi. Il benessere delle api è determinante per l’ecosistema umano e per la flora del nostro pianeta. Difendere questa specie rappresenta un aspetto di primaria importanza nei confronti della sicurezza alimentare e a difesa del nostro futuro e quello del pianeta.In Europa le api da miele sono in declino da metà degli anni ’80. Questi preziosi insetti e i loro cugini selvatici sono minacciati dagli agrofarmaci, ma sarebbe un errore sottovalutare la responsabilità di altri fattori, quale, ad esempio, il cambiamento climatico che rende più intensi e frequenti gli eventi estremi. Questo ha un impatto assai dannoso per l’apicoltura.
Nella primavera appena trascorsa le temperature invernali al di sopra della media avevano portato ad un buon sviluppo delle famiglie che all’uscita dell’inverno si presentavano ben popolate, ma con poche scorte a causa della scarsa importazione nettarifera dovuta al clima siccitoso e ventoso di fine inverno. Il successivo abbassamento della temperatura (primavera 2019) e il perdurante maltempo, coincisi col periodo di massimo sviluppo delle famiglie, hanno poi causato non solo la perdita dei raccolti primaverili (praticamente assente la produzione di miele di acacia), ma la perdita di numerose famiglie per fame, nonostante il massiccio intervento degli apicoltori con la nutrizione di soccorso. Si sono anche registrati frequenti episodi di sciamatura, che hanno complicato ulteriormente la vita degli operatori.
Inoltre, a causa del clima sempre più caldo in tutta Europa, la Varroa, un acaro parassita delle api, è in costante aumento. Per gli alveari la Varroa rappresenta una doppia minaccia: oltre a nutrirsi di api, questi acari sono anche portatori di malattie, come il virus dell’ala deformata.