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Forum sul settore del riso europeo. Carenini: estendere la clausola di salvaguardia a tutte le tipologie di riso provenienti da Cambogia e Myanmar!
Scritto il 07-10-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazione erbacee
L’8 ottobre si terrà a Bruxelles il “3° Forum sul settore del riso europeo”. Al Forum sono invitati tutti gli eletti al Parlamento europeo, oltre alla filiera e alle Istituzioni.
Questi saranno i temi in discussione: rivedere il regolamento Ue n. 978/2012 allo scopo di rendere automatica la clausola di salvaguardia e di prevederne l’ applicazione anche in caso di danno potenziale od accertato a carico dei produttori agricoli, contrastare veramente le violazioni dei diritti umani accertate dalla Commissione europea in Cambogia e Myanmar, ottenere che il riso sia considerato come “prodotto sensibile” nei negoziati per la definizione di accordi bilaterali di libero scambio tra l’Unione europea ed i Paesi Terzi, mantenere la specificità del riso nell’ambito della futura programmazione della PAC (mantenendo accoppiato il sostegno a favore del riso in considerazione della sua specificità e dei più alti costi di produzione, esentando il riso dal rispetto di alcuni aspetti della condizionalità rafforzata, come la rotazione che risulterebbe più impattante rispetto all’attuale diversificazione delle colture, e scongiurando l’applicazione di una convergenza interna del pagamento di base che preveda che i titoli raggiungano almeno il 75% della media nazionale o territoriale entro il 2026), indicare l’origine in etichetta, garantire regole di reciprocità nell’utilizzo dei fitofarmaci all’interno dell’Ue e nell’ambito dell’import tolerance, nonché rivedere le norme concernenti i residui fitosanitari ammessi (LMR) ed i relativi tempi di smaltimento del riso trattato od importato.
L’Italia é il primo Paese produttore di riso in Europa. Copre oltre il 50 % dell’intera produzione continentale. La superficie coltivata a riso quest’anno é stimata in 221 mila ettari, 3.805 in più rispetto al 2018.
“L’annata risicola in corso si annuncia positiva -commenta il Presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini -. Le importazioni di riso indica da Cambogia e Myanmar sono diminuite per l’attivazione della clausola di salvaguardia, ma c’é stato un allarmante aumento dell’import di riso japonica. Cambogia e Myanmar infatti si sono organizzati e sono partiti al contrattacco, puntando questa volta sulla varietà Japonica, che non é soggetta a dazi”.
“L’applicazione della clausola di salvaguardia – continua Carenini -va estesa a tutte le tipologie di riso provenienti da Cambogia e Myanmar, non solo perché fanno concorrenza sleale alle mostre produzioni, ma anche perché in quei Paesi é sistematica la violazione dei diritti umani ed i profitti dell’export di riso finiscono nelle tasche non dei contadini, ma di elite corrotte”.
“La Cia del Piemonte – conclude Carenini – é contraria a che vengano fatte ulteriori concessioni sul riso negli accordi di libero scambio in corso di negoziazione e in quelli futuri. E per tutto il riso di importazione chiede che in etichetta venga indicata l’origine e si accerti che sia prodotto nel pieno rispetto degli standard ambientali, sociali e fitosanitari europei”.