In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
Le Terre Alte del Piemonte a Linea Verde. La superficie montuosa del Piemonte è pari al 43% della superficie totale
Scritto il 01-09-2019 da Ufficio stampa | Categoria: montagna
Le Terre Alte del Piemonte e della Provincia di Cuneo sono state protagoniste domenica 29 settembre della trasmissione televisiva Linea Verde su Rai Uno. La montagna é stata presentata nei suoi molteplici aspetti: dai sentieri escursionistici e cicloturistici alle aziende agricole; dal recupero delle borgate agli agriturismi. Con il filo conduttore dell’Associazionismo Fondiario: l’interessante esperimento di ricucitura e di gestione comunitaria dei terreni rurali e forestali, spesso incolti e abbandonati.
A oggi le Associazioni Fondiarie, costituite attraverso la Legge regionale 21/16, sono oltre una ventina distribuite nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. La superficie complessiva recuperata si può stimare in duemila ettari in prevalenza localizzati nelle zone montane e collinari, con circa 800 soci coinvolti nel conferimento dei terreni. Le attività svolte principalmente sono a indirizzo pastorale, forestale, orticolo e coltivazione di piccoli frutti ed erbe officinali.
E’ importante che i media portino a conoscenza dei cittadini i valori ed i problemi della montagna, che è una risorsa importante per la nostra Regione: la superficie montuosa del Piemonte è pari al 43% della superficie totale. I comuni classificati montani sono 553.
Un problema molto serio che affligge le aree montane é lo spopolamento, per contrastare il quale é necessario garantire a chi ancora resiste a vivere in montagna quegli standard minimi richiesti dalla vita moderna. Scuole accorpate per mancanza di alunni, reparti ospedalieri costretti a chiudere per far quadrare i bilanci, mancanza di servizi e infrastrutture, copertura internet carente, dissesti idro-geologici, distanze geografiche che costringono a macinare chilometri e ingorghi per raggiungere i luoghi di lavoro, sono tutti fattori che incentivano l’esodo degli abitanti.
Laddove vi siano servizi alla popolazione, anche le imprese possono prosperare ed avere concrete possibilità di sviluppo. Tra le imprese che operano in montagna quelle agricole rivestano un’importanza primaria. La permanenza dell’agricoltura e il suo sviluppo sono cruciali per la montagna. Ma lo sono anche, di riflesso, per le sorti dei territori a valle, che dall’agricoltura di montagna dipendono per i presidio del territorio, per la gestione e la provvista dell’acqua, per la riserva di biodiversità e di paesaggio, per l’adattamento e il contrasto al cambiamento climatico, ecc.
Le difficoltà che devono affrontare le imprese agricole di montagna sono tante, prima fra tutte i costi elevatissimi di produzione, ben al di sopra delle medesime aziende di pianura. Inoltre le insidie di carattere logistico rendono più difficoltosa la collocazione delle merci sui mercati, siano essi vicini o addirittura fuori dai confini nazionali. Poi c’è il cronico problema dell’invasività della fauna selvatica che comporta ingenti danni agli allevamenti zootecnici ed alle colture.
La montagna può diventare protagonista dello sviluppo di tutta l’economia a condizione che l’Ue, lo Stato e le Istituzioni locali avviino una strategia complessiva e coordinata per lo sviluppo delle aree montane fondata sull’agricoltura e la valorizzazione dei prodotti tipici di montagna, in combinazione con ambiente e turismo, dato che ciascuno dei singoli comparti economici può svilupparsi solo se in sinergia con gli altri.