In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
A Cheese si é fatto il punto sul settore caseario, in calo i consumi dei formaggi “indifferenziati”
Scritto il 23-09-2019 da Ufficio stampa | Categoria: agroalimentare
Il caseario uno dei settori più importanti del sistema agroalimentare nazionale. Con un fatturato pari a 16,3 miliardi di euro detiene il primato nell’ambito industriale di cui rappresenta il 12%. Eppure i dati sui consumi delle famiglie italiane nei dati elaborati dall’Ismea (e presentati a Cheese, evento dedicato al mondo dei formaggi a latte crudo firmata Slow Food, di scena a Bra fino ad oggi 23 settembre) indicano un trend complessivamente in flessione negli ultimi anni.
Infatti, secondo l’istituto di studi e servizi per il mercato agricolo e alimentare, la spesa sostenuta dalle famiglie italiane per i consumi domestici di latte e derivati è progressivamente diminuita nell’ultimo quinquennio (-4% tra il 2014 e il 2018). La flessione dei consumi domestici è proseguita anche nel 2018 (-1,3% rispetto al 2017 in termini di spesa), confermando il lattiero caseario come uno dei settori più critici dell’agroalimentare. In particolare, continua a essere penalizzante per la filiera la contrazione dei consumi di formaggi (-1,9% in volume e -1,2% in valore tra il 2017 e il 2018), troppo spesso oggetto di attacchi appositamente costruiti.
Ma non i consumi di tutti i tipi di formaggi sono in calo. Dop-Igp manifestano una tendenza contraria a quella dei prodotti più “indifferenziati”, come formaggi spalmabili, mozzarella vaccina, latte uht standard. Questi ultimi soprattutto non incontrano le preferenze di consumo delle famiglie italiane, mostrando una forte contrazione