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Import di riso Japonica dal Myanmar, l’Italia chiede alla Ue di monitorare la situazione
Scritto il 16-07-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazione erbacee
Monitorare l’impatto sul mercato europeo delle importazioni a dazio zero di riso japonica proveniente dal Myanmar, attivare controlli adeguati nei porti di arrivo per verificare la qualità e l’origine del riso importato e aprire un’indagine per stabilire se ci siano le condizioni per il ripristino dei normali dazi.
È quanto l’Italia ha chiesto alla Commissione europea, con un documento che è stato presentato lunedì 15 luglio al Consiglio Ue agricoltura e pesca. Nel documento si fa notare che le importazioni di riso japonica dal Myanmar/Birmania sono aumentate del 141% in un anno.
E’ evidente il tentativo degli operatori birmani di non perdere quote mercato nell’Ue. Le importazioni di riso lavorato Indica dal Myanmar risultano molto contenute grazie all’applicazione della clausola di salvaguardia. Parallelamente, però, si registra un aumento molto preoccupante dell’import di riso lavorato Japonica che fa diretta concorrenza alla varietà più coltivata in Italia e non è soggetto al pagamento del dazio, perché a tali importazioni non si applicano gli effetti della clausola di salvaguardia.
Oltre alle importazioni dai paesi meno avanzati, il settore del riso nazionale ed europeo deve ora fare i conti con le concessioni Ue nei trattati con il Vietnam e i paesi del Mercosur.