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Gli Europei mangiano cibi sicuri, lo dice l’Efsa
Scritto il 04-07-2019 da Ufficio stampa | Categoria: agroalimentare
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato i risultati dello studio su 12 prodotti alimentari comprati in giro per l’Europa, anche in Italia.
Lo studio, che fa riferimento al 2017, ha esaminato 88.247 campioni in tutti gli stati membri, a parte Islanda e Norvegia. Sono stati considerati: arance, pere, kiwi, cavolfiori, cipolle, carote, patate, fagioli secchi, grano di segale, chicchi di riso decorticato, grasso di pollame e grasso di pecora. Questi articoli sono stati testati per 171 agrofarmaci – 149 in prodotti a base di piante, 8 in alimenti di origine animale e 14 in entrambi. Lo studio ha rilevato che il 95,9% degli 88,247 campioni analizzati rientrava nei limiti di legge (84,627 campioni);
Nel nostro Paese, solo il 2,6% è risultato contaminato da agrofarmaci oltre i limiti di legge.
L’Efsa ha concluso che “per i campioni analizzati, la probabilità che i cittadini europei siano esposti a livelli di residui di agrofarmaci che potrebbero portare a risultati negativi per la salute è bassa”. Nel nostro Paese è ancora più bassa. Il nostro Paese si conferma leader in tema di sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui superiori ai limiti consentiti.
Nei pochissimi casi in cui fossero presenti dei residui oltre i limiti di legge, basta comunque un lieve lavaggio, come è buona abitudine fare per frutta e verdura, per rimuoverli completamente.