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Dall’etichetta a semaforo più danni che benefici
Scritto il 03-07-2019 da Ufficio stampa | Categoria: agroalimentare
Entro la fine anno sui prodotti Nestlé venduti in Europa apparirà la discussa etichetta a semafori “Nutriscore” che indica con lettere, dalla A (la scelta più salutare) alla E (meno salutare), e colori dal verde al rosso, la presenza nei cibi di frutta, verdura, fibre, proteine, zuccheri, sale, grassi saturi e non. Il punteggio viene calcolato per 100 grammi di prodotto.
Queste tipi di etichette sugli alimenti sono una scorciatoia informativa. Penalizzano erroneamente il Made in Italy e non inducono i consumatori a compiere scelte più salutari, dato che mettono l’accento sui singoli alimenti piuttosto che sull’alimentazione nel suo insieme. Una buona dieta si ottiene attraverso un’alimentazione varia e bilanciata, con un’appropriata assunzione di tutti i nutrienti.
“I consumatori – afferma il Presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini – devono essere trattati da maggiorenni in grado di decidere liberamente quali cibi e bevande assumere, conoscendone l’origine ed il contenuto, e non da eterni minorenni a cui bisogna ogni volta dire che cosa possono o non possono mangiare o bere. Per questo motivo la Cia é nettamente contraria all’etichetta a semaforo ed invece é pienamente favorevole all’etichettatura d’origine di tutti i prodotti alimentari”.
“Una cosa infatti – prosegue Carenini – è informare i consumatori sull’origine e la composizione degli alimenti per permettere loro di fare scelte consapevoli, un’altra cosa è condizionarli o addirittura terrorizzarli sulla nocività, troppe volte più presunta che reale, di determinati alimenti, che spesso finisce per discriminare i prodotti tipici e di qualità”.
Insomma, con il Nutri-score non si parla più di stili di vita salutari, di alimentazione di qualità, ma semplicemente di alimentazione a basso valore nutritivo. Con buona pace della nostra dieta mediterranea.