In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
Crisi frutta estiva, crollo dei prezzi pagati agli agricoltori
Scritto il 05-07-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Ortofrutta
Crisi pesantissima per la frutta estiva, solo in parte spiegabile con l’abbondante offerta sui mercati di prodotti esteri e nazionali a causa del caldo anticipato e prolungato che ha portato la frutta a maturare contemporaneamente in tanti areali produttivi europei e al calo dei consumi domestici. È chiaro che sono in atto manovre speculative. In questa situazione gli agricoltori non riescono a coprire nemmeno i costi di produzione.
Secondo una rilevazione dell’ISMEA, all’agricoltore va, in media, solo il 14% del prezzo finale pagato dal consumatore. L’86% se lo spartiscono gli intermediari e la grande distribuzione.
Esasperato da questo andamento del mercato frutticolo, il compianto ex presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, aveva avanzato una proposta provocatoria. Quella di introdurre etichette sulle quali fosse riportato, accanto al prezzo finale, anche quello pagato dal grossista al produttore. “Così da scoraggiare speculazioni, rendendo chiaro e trasparente qual è la quota che va a vantaggio degli intermediari”.
“E’ necessario – commenta il Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini – avviare una seria ed approfondita riflessione sulla programmazione e pianificazione delle produzioni anche attraverso il catasto frutticolo, promuovere azioni strutturate per sviluppare l’export e la promozione e migliorare la tracciabilità del prodotto ortofrutticolo italiano”.
“Proponiamo da anni –afferma il Presidente nazionale della Cia Dino Scanavino – gli strumenti che consentirebbero di evitare o mitigare queste situazioni ricorrenti di crisi: la programmazione delle produzioni frutticole, la condivisione della programmazione e delle strategie commerciali, l’attivazione perlomeno a livello sperimentale dei fondi mutualistici o delle polizze ricavi. Serve poi un organismo interprofessionale che fissi regole per la produzione, commercializzazione e la vendita nell’ottica di costruire le condizioni per una più equa ripartizione del reddito lungo la catena alimentare”