In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
Drastico calo della redditività delle coltura del mais
Scritto il 19-03-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazione erbacee
La coltura mais da qualche anno sta vivendo un momento difficile, sia dal punto di vista di sostenibilità economica, sia dal punto di vista sanitario, con l’emergenza aflatossine, micotossine prodotte dal fungo Aspergillus.
La redditività di un ettaro, secondo i dati resi noti durante il workshop dal titolo ‘Il contributo della ricerca per la gestione delle micotossine nella filiera mais” che si è tenuto l’8 marzo scorso a Piacenza all’Università Cattolica, è passata da circa 3.500 euro di Plv negli anni ’80 a circa 1.500 euro a ettaro nel 2017. Contemporaneamente le rese sono rimaste praticamente ferme agli anni ’90 (mentre negli Usa continuano a crescere) e le superfici sono calate drasticamente negli ultimi dieci anni. La dipendenza dall’estero dell’Italia è aumentata esponenzialmente, passando dall’10% all’inizio del nuovo millennio a oltre il 50% nel 2018.
Le cause di questa debacle? Le condizioni climatiche sempre meno favorevoli, la riduzione degli aiuti Pac a causa dell’introduzione del disaccoppiamento, il calo delle quotazioni, ma soprattutto la impossibilità per il nostro Paese di poter ricorrere alle biotecnologie innovative.
La progressiva riduzione della produzione nazionale di mais e l’aumento della dipendenza dall’estero rischiano di mettere in difficoltà il nostro sistema agroalimentare: il mais è infatti una materia prima strategica per la nostra zootecnia e per le produzioni alimentari che ne derivano, ivi comprese tutte quelle di eccellenza che caratterizzano il made in Italy alimentare.
Ad oggi non ci sono alternative credibili al mais. Occorre pertanto rilanciare la coltura predisponendo un vero piano maidicolo nazionale. A partire dalla promozione e dal sostegno alle innovazioni nel campo delle applicazioni genetiche, dell’agricoltura di precisione, dei sistemi irrigui, della difesa e delle lavorazioni. Tutto per aumentare rese e sanità del prodotto e di conseguenza la redditività della coltura.