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Clima, il mondo è fuori rotta?
Scritto il 12-03-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Calamità atmosferiche
Il caldo anomalo di quest’ultima parte dell’inverno, che ha fatto parlare molti di primavera anticipata, ha posto di nuovo all’attenzione generale il problema del cambiamento climatico. La scienza da tempo concorda sul fatto che il cambiamento climatico…..esiste ed è primariamente collegato alle emissioni umane di gas ad effetto serra, le quali sono a loro volta connesse ai consumi umani di energia di origine fossile.
Un comparto produttivo molto sensibile e vulnerabile ai cambiamenti climatici è l’agricoltura, essendo per sua natura un’attività che risente subito di anomalie climatiche e repentini mutamenti delle variabili ambientali.
I cambiamenti climatici non solo stanno provocando, tra siccità ed alluvioni, molti danni alla produzione agricola, alle strutture e alle infrastrutture agricole, ma incidono anche sull’equilibrio biologico dell’agroecosistema, causando la comparsa di specie patogene e parassiti alloctone, ovvero estranee alla fauna e flora dei nostri territori. Gli esempi sono molteplici: la Cimice asiatica, la Drosophila suzukii, la Xylella (solo per citare i più famosi), sono tutti organismi considerati alieni, ossia estranei all’ambiente, colonizzatori di un territorio diverso dall’area di origine. Tali organismi, trovando condizioni ambientali favorevoli, hanno potuto proliferare adattandosi perfettamente al nuovo habitat.
Quella dei cambiamenti climatici è una sfida che riguarda tutti. Purtroppo i Paesi del mondo non stanno reagendo in modo adeguato e tempestivo per frenare i cambiamenti climatici. Il nostro auspicio è che si ridia nuova linfa all’accordo di Parigi del dicembre 2015, quando 195 paesi adottarono il primo accordo universale sul clima mondiale.
Giovanni Cardone – Direttore Cia Piemonte