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Import di riso da Cambogia e Myamar, via libera dell’Ue al ripristino dei dazi
Scritto il 16-01-2019 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazioni erbacee
La Commissione Ue ha dato ragione ai produttori italiani di riso: c’è stato danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania. Da domani e per un periodo di tre anni (prorogabile) sarà attivata la clausola di salvaguardia con l’imposizione di un dazio regressivo: 175 euro a tonnellata nel primo anno, 150 nel secondo e 125 nel terzo.
La decisione è arrivata dopo le richieste dei Paesi produttori europei, Italia in prima fila, e un’indagine che ha dimostrato come le importazioni a dazio zero dai due Paesi asiatici abbiano portato serie difficoltà al settore risicolo europeo in termini di calo dei prezzi, della quota di mercato e della produzione.
“I quantitativi di riso importato a dazio zero da Cambogia e Myanmar – spiega il Presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini – sono aumentati in modo esponenziale, da 27mila a 300mila tonnellate negli ultimi cinque anni, con pesanti contraccolpi sugli operatori dell’Unione. Le superfici investite a riso si sono ridotte di circa il 40%”.
“Il ritorno alla protezione tariffaria – prosegue Carenini – è non solo pienamente giustificato, ma indispensabile per la sopravvivenza del settore risicolo italiano ed europeo. Questa risultato é il frutto di una battaglia che abbiamo portato avanti per anni. Insisteremo perché la tariffa di 175 euro a tonnellata venga applicata non solo per il primo anno, ma anche per gli anni successivi”.
“Ora il mercato del riso potrà funzionare meglio”. Con queste parole il Presidente della Cia di Novara/Vercelli.VCO, Manrico Brustia risicoltore, ha accolto il via libera al ripristino dei i dazi sulle importazioni di riso provenienti da Cambogia e Myanmar, esprimendo soddisfazione per la conclusione positiva del lunghissimo iter che ha visto la Cia fortemente impegnata, assieme all’Ente Risi, ad Agrinisieme ed alle Istituzioni del nostro Paese, che hanno unito le forze per raggiungere questo obbiettivo.
“La concessione fatta nel 2008 dall’Unione Europea ai Paesi meno avanzati – sottolinea Brustia -ha danneggiato i risicoltori italiani e quelli di tutto il Vecchio Continente. Il flusso enorme di riso a dazio zero ha creato infatti una sorta di concorrenza sleale ed a beneficiare della soppressione dei dazi non sono stati nemmeno i contadini di Cambogia e Myanmar, ma principalmente le industrie di trasformazione, a capitale straniero”.