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Convegno della Cia di Alessandria “Verso la Pac 2021-2027”
Scritto il 28-11-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
Sala gremita a Palazzo Monferrato, dove si è svolto il convegno Cia Alessandria “Verso la Pac 2021-2027“, con interventi sindacali, istituzionali e tecnici. E’ stato un confronto sulle novità e i punti critici della Pac, la Politica Agricola Comune europea, in previsione dei cambiamenti previsti per il post 2020.
Tra i relatori il presidente provinciale della Cia Gian Piero Ameglio, il presidente regionale Gabriele Carenini, Franco Piana responsabile Sviluppo Impresa della Cia di Alessandria, Giuseppe Cornacchia, responsabile nazionale sviluppo agroalimentare e territorio della Cia, il prof. Gabriele Chiodini dell’Università di Perugia, Claudio Bongiovanni, titolare del Molino Bongiovanni di Torino, Fabio Castelli direttore della cooperativa Settevie, Massimo Ponta produttore e vicepresidente provinciale di Cia Alessandria, Carlo Ricagni, direttore Cia Alessandria e presidente della Commissione Prezzi in Camera di Commercio.
La Pac, come si è evoluta in questo cinquantennio, ha avuto ottimi risultati per la garanzia di approvvigionamenti ai cittadini europei e risultati più che soddisfacenti sul piano ambientale e della sicurezza. E invece mancata su quello del reddito, che pure era uno dei suoi obbiettivi dichiarati. Oggi il reddito degli agricoltori nei Paesi UE è pari al 40% della media generale di tutti i cittadini, se consideriamo, per completezza informativa, solo i primi 15 paesi membri (quelli più ricchi) il reddito è del 60% della media. Il che è semplicemente inaccettabile. Per questo il budget della Pac deve essere adeguato e non inferiore a quello attuale. Inoltre, questo budget, per quanto riguarda il cosiddetto primo pilastro, non deve essere ripartito tra gli Stati membri, considerando solo il parametro della superficie fondiaria. L’agricoltura non è solo terreno, ma anche lavoro, capitali investiti, capacità imprenditoriali. Per questo la Cia ritiene che tra i parametri da prendere in considerazione i più importanti siano la plv o il valore aggiunto per ettaro e l’intensità di lavoro, autonomo e dipendente.
Se le proposte della Commissione saranno confermate dal Consiglio e dall’Europarlamento Ue, con la nuova Pac gli Stati membri avranno maggiore flessibilità su come usare i loro fondi e potranno personalizzare i loro programmi. Ogni Stato membro dovrà elaborare un piano strategico per l’intero periodo di programmazione, stabilendo come intende raggiungere tali obiettivi e utilizzando sia i pagamenti diretti che quelli di sviluppo rurale. I pagamenti diretti saranno subordinati ad un miglioramento ambientale e requisiti climatici. Gli Stati membri inoltre dovranno offrire schemi ecologici per sostenere gli agricoltori ad andare oltre i requisiti obbligatori.
“Vogliamo una Pac – spiega il Presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini – che assicuri un futuro europeo all’agricoltura, nonostante le spinte centrifughe e un pericoloso ritorno dei nazionalismi. Riteniamo, infatti, che il binomio agricoltura ed Europa sia inscindibile”.