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Stretta sull’uso dei prodotti fitosanitari a base di rame, in allarme i viticoltori biologici
Scritto il 05-10-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Biologico
Bruxelles vuole restringere l’utilizzo dei prodotti fitosanitari a base di rame, comunemente utilizzati in agricoltura per combattere le malattie fungine. La Commissione Ue propone infatti che dall’attuale limite di 6 kg/ettaro di rame metallo si passi a soli 4 kg a partire da febbraio 2019, mantenendo la modalità della media quinquennale. Questo significa che il totale dei chili di rame metallo utilizzabili per ettaro in cinque anni saranno 20 kg e non più 30 kg. L’obiettivo finale è mettere il rame al bando. Per questo motivo la Commissione propone anche un rinnovo di autorizzazione di cinque anni, invece degli usuali quindici.
Il report dell’Efsa sui monitoraggi dei livelli di rame raccolti dalla Task Force Rame nei suoli e nelle acque superficiali dei Paesi dell’Unione europea, per saggiarne il livello di contaminazione ambientale, avrebbe dimostrato la necessità di limitare i dosaggi del prodotto, specialmente nelle zone dove la concentrazione del metallo è più elevata. Tipicamente i vigneti, dove la media della presenza di rame nei terreni é pari 77,7 parti per milione (ppm) contro, ad esempio, 22,5 ppm nei frutteti.
I viticoltori che operano in regime biologico sono molto preoccupati dall’eventuale stretta sul rame perché non possono utilizzare molecole di sintesi alternative e propongono una gradualità della riduzione che non pregiudichi le esigenze produttive, consenta alla ricerca scientifica e tecnologica di mettere a punto nuovi strumenti di difesa attiva alternativi al rame e permetta, ai produttori, di adeguare le proprie competenze e pratiche al fine di impiegarli in modo sostenibile per la propria impresa.