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Riso da Birmania e Cambogia, inaccettabile l’applicazione di regimi commerciali preferenziali nei confronti di Paesi che violano i diritti umani
Scritto il 10-10-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazioni erbacee
Il deteriorarsi della situazione dei diritti umani in Birmania e Cambogia sta spingendo l’Ue verso la sospensione dei regimi commerciali preferenziali con i due Paesi. Lo ha comunicato la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem sul suo blog, a margine del consiglio informale commercio a Innsbruck.
Il progressivo aumento delle importazioni di riso dai Paesi EBA (Everything but Arms) sta gravemente svantaggiando gli agricoltori e danneggiando il mercato, mettendo a rischio la sopravvivenza del settore nel nostro Paese. Non solo, ma i vantaggi derivanti dal poter esportare in Europa riso a dazio zero vengono sfruttati da Birmania e Cambogia per scopi tutt’altro che umanitari e non procurano alcun giovamento ai produttori locali.
Una delegazione Ue volerà in Birmania per valutare la situazione sul terreno con la “chiara possibilità di un ritiro” Ue dal trattato commerciale preferenziale, scrive Malmstroem che, insieme all’Alto rappresentante Federica Mogherini, ha già notificato alla Cambogia l’avvio del processo di ritiro dall’accordo commerciale preferenziale con l’Ue. “Senza miglioramenti chiari e evidenti sul terreno dei diritti umani – scrive Malmstroem – si arriverà alla sospensione delle preferenze commerciali di cui attualmente gode il Paese”.
“La vicenda va chiusa in fretta-afferma il Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini -. L’attivazione della clausola di salvaguardia non solo é una necessità per tutelare il nostro settore risicolo, ma é inaccettabile che si applichino regimi preferenziali nei confronti di Paesi che violano i diritti umani e che utilizzano i vantaggi derivanti dal poter esportare in Europa riso a dazio zero non per migliorare la situazione dei produttori, ma per comprare armi e per reprimere chi dissente”.
La superficie risicola italiana è concentrata nelle Regioni Piemonte e Lombardia, in particolare nelle Province di Vercelli, Novara e Pavia. L’Italia con i suoi oltre 230mila mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 chilogrammi, riveste un ruolo fondamentale nella produzione risicola in Europa. Nella filiera italiana operano oltre 4.200 aziende, circa 100 industrie risiere per un totale di oltre 5.000 addetti nel settore. Il riso lavorato, rappresenta un giro di affari che si attesta intorno al miliardo di euro.