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Biologico in forte crescita, ma attenti alle truffe
Scritto il 12-09-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Biologico
Si è chiuso il Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, la manifestazione fieristica leader in Italia nel comparto dei prodotti biologici. Moltissimi i visitatori, a riprova dell’attenzione dei cittadini/consumatori per i prodotti bio.
Dopo la crescita record del 2017, il primo semestre di quest’anno ha fatto registrare un’altra importante progressione della spesa di alimenti e bevande biologiche. Secondo le elaborazioni di Ismea, presentate in occasione del Sana, all’aumento di quasi il 10% messo a segno lo scorso anno ha fatto seguito un più 6,5% nel 2018, evidenziando il forte appeal di un comparto che attira sempre più consumatori, aziende agricole e trasformatori.
Relativamente alle categorie più acquistate, il podio spetta in ordine a frutta, ortaggi e derivati dai cereali (pasta, riso, farine ecc.), che rappresentano oltre la metà degli acquisti in valore e hanno registrato nel primo semestre del 2018 un trend positivo rispettivamente del 2,5%, 0,4 % e 9,3%. Da evidenziare in particolare l’andamento in controtendenza del segmento ortofrutticolo bio, rispetto allo sfuso convenzionale, che sempre nel primo semestre del 2018, ha subito un taglio del 7,8%, di riflesso all’introduzione dei sacchetti biodegradibili.
Sono aumentati anche gli acquisti di latte e derivati (+6,2%), mentre uova e vini hanno fatto entrambi un balzo in avanti del +21,6%, sebbene questi ultimi, in corrispondenza di quote di mercato ancora molto esigue. Confermato a due cifre l’incremento per oli e i grassi vegetali (+16,5%), carni fresche (+16,5%) e prodotti ittici (+16,7%). I salumi, al contrario, sono l’unica categoria che ha subito una battuta d’arresto (-2%).
Il “bio” non è più una nicchia, è uscito definitamente dalle “mode” ed è diventato una vera abitudine di spesa. Contemporaneamente, sia in Italia, sia nel mondo sono cresciute le frodi e le truffe riguardanti il biologico, compiute da organizzazioni, talvolta criminali, alla ricerca di facili guadagni. Si tratta di vicende gravi che rischiano di minare la fiducia dei consumatori nei confronti del biologico.
Il mondo del biologico deve trovare gli anticorpi necessari per combattere i profittatori, altrimenti i tanti produttori seri che compongono questo mondo rischiano di vedere il loro lavoro vanificato da chi si è infiltrato nel mondo del biologico soltanto per speculare.
Per arginare truffe e frodi va potenziato il sistema dei controlli. La maggior parte degli Enti certificatori, che sono organismi privati autorizzati dal Mipaaf, è attrezzata ed agisce correttamente, ma non è un caso che quasi tutti gli scandali riguardanti il bio siano stati scoperti dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dall’Ispettorato per la repressione delle Frodi e quasi mai dagli Enti certificatori.
In Piemonte è ancora vivo il ricordo dell’operazione “Riso amaro”, quando il Nucleo anti sofisticazioni, sotto il coordinamento della procura di Vigevano, scopri una frode di oltre 6 milioni di euro e sequestrò ingenti quantità di riso trattato con antiparassitari. Riso che veniva però dichiarato biologico, attraverso false attestazioni.
Su 2.690 controlli effettuati nel 2016 dall’Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole (Icqrf) è risultato irregolare il 7,4% degli operatori e il 5,7% dei prodotti. Numeri tutto sommato rassicuranti rispetto alle dimensioni che ha assunto il mercato del biologico in Italia. Ma può bastare anche una sola truffa per distruggere la reputazione di un intero settore. Ed è per questo motivo che il settore deve porre sempre più attenzione ai controlli, evitando soprattutto gli “inciuci” enti certificatori -produttori.