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Inaccettabili i tagli alla Pac
Scritto il 03-05-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
Tagli ai fondi per la Politica Agricola Comunitaria del -5%: i timori del settore, espressi più volte da diverse voci, si sono concretizzati nella proposta di bilancio Ue post 2020, il primo post Brexit, che varrà dal 2021 al 2027, presentata ieri dalla Commissione Europea. L’agricoltura Ue (nell’ultimo bilancio il budget Pac era oltre 400 miliardi di euro) paga il conto delle nuove priorità dell’Unione Europea. Un conto che pagheranno anche gli agricoltori italiani che, ad ora, con un Paese senza Governo, hanno in Europa una voce ancora più debole del solito.
Il bilancio UE che, nel complesso, vede un importo globale di 1.279 miliardi di euro, vede più che raddoppiare le risorse per migranti (2,6 volte in più rispetto ai fondi ora disponibili), Erasmus e giovani (2,2 volte), e crescere di molto quelli per sicurezza (1,8 volte), digitale e ricerca (1,6 volte). Si tratta di un aumento totale di risorse in questi settori pari a 109 miliardi di euro.
Insoddisfatta la Cia, la quale chiede che il budget destinato alla Politica agricola comune (Pac) rimanga inalterato.
La Pac -spiega la Cia- ha, da sempre, garantito lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, salvaguardando la salute dei cittadini europei, consentendo il mantenimento e lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, contribuendo al mantenimento del paesaggio e dell’ambiente.
E’ fondamentale -secondo la Cia- che gli Stati membri diventino ancora più responsabili, agendo per lo sviluppo del progetto europeo e contribuendo maggiormente al budget, così da scongiurare tagli che impatterebbero non solo sul settore agricolo ma in generale sui cittadini europei.
Il dibattito è appena iniziato -conclude la Cia-, ora la Commissione dovrà discutere con Parlamento e Consiglio per chiudere il negoziato entro i primi mesi del 2019, così da scongiurare eventuali incertezze già per il 2021.