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La Cia del Piemonte agli europarlamentari: no al taglio del budget della Pac post 2020
Scritto il 09-03-2018 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
Una delegazione della Cia del Piemonte, guidata dal Vice Presidente regionale Alessandro Durando e dal Direttore regionale Giovanni Cardone, a conclusione della due giorni di presentazione dei prodotti piemontesi che si è svolta a Bruxelles il 4 e 5 marzo, ha incontrato il primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro ed gli europarlamentari Mercedes Bresso e Alberto Cirio, ai quali ha espresso la propria grande preoccupazione per il ventilato taglio del budget della Pac post 2020 fino al 30%
L’opzione di ridurre drasticamente il bilancio della Pac post 2020 per la Cia del Piemonte é illogica se non provocatoria. Bisogna infatti considerare che gli agricoltori europei svolgono un ruolo fondamentale in Europa. Non solo producono alimenti sicuri e di elevata qualità, ma anche beni pubblici. Gli agricoltori hanno cura dell’ambiente e del paesaggio naturale, aiutano ad affrontare i cambiamenti climatici e a salvaguardare la biodiversità. L’agroalimentare é importantissimo anche da un punto di vista economico. L’export europeo sui mercati mondiali tira ed il settore nell’Unione da lavoro a 44 milioni di agricoltori.
I contenuti del documento di riflessione diffuso dalla Commissione sul futuro delle finanze dell’UE e sul prossimo quadro finanziario pluriennale sono da respingere. E’ inammissibile l’idea di minare il futuro bilancio agricolo Ue, che negli anni è già passato dal 74% al 38% delle risorse europee, restando inoltre in gran parte incompiuto il dettame del Trattato Ue di assicurare un tenore di vita equo alle popolazioni agricole grazie, in particolare, al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano in agricoltura.
La ricostruzione dell’idea di Europa non può prescindere dall’agricoltura che è al centro di sfide epocali. Per il futuro abbiamo bisogno di una politica agricola “comune” ed è inaccettabile qualsiasi forma di rinazionalizzazione. Abbiamo bisogno di una PAC forte, certo sempre in evoluzione, ma capace di sostenere la sua funzione economica-produttiva, sociale e ambientale centrale nel disegno europeo.
