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Pac post 2020, preoccupanti segnali lanciati dalla Commissione
Scritto il 11-12-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
La politica agricola comune (Pac) è stata una delle prime politiche dell’Unione europea. Nata nel 1962, ha subito con il passare degli anni numerose riforme nel tentativo, non sempre riuscito, di rispondere ai progressivi cambiamenti avvenuti nel settore agricolo ed alle nuove funzioni attribuite all’agricoltura nel contesto socio-economico europeo.
A poco più di due anni dall’effettiva entrata in vigore della Pac 2014-2020, è già iniziata la discussione su come dovrà essere la Pac dopo il 2020. I primi segnali lanciati dalla Commissione non sono incoraggianti. Circolano preoccupanti indiscrezioni su possibili tagli draconiani al budget dell’UE post 2020. Pur trattandosi ancora di ipotesi di lavoro, é necessario che il mondo agricolo faccia sentire già da ora, e con forza, la propria voce per scongiurare modifiche nel bilancio dell’agricoltura e soprattutto per evitare che la Pac venga vista come il salvadanaio a cui attingere per il finanziamento di nuove politiche.
Preoccupa anche l’intenzione della Commissione Europea di demandare agli Stati membri la messa a punto di piani strategici per il raggiungimento degli obiettivi definiti a livello comunitario. L’eccessiva sussidiarietà concessa agli Stati membri potrebbe condurre ad una sostanziale rinazionalizzazione della Pac e a conseguenti distorsioni di trattamento tra i produttori agricoli dei 27 Stati membri.
Non ci sono però solo note negative negli orientamenti della Commissione. Semplificazione, rafforzamento delle politiche per la gestione dei rischi, misure per i giovani agricoltori continuano ad essere in testa alla lista degli obiettivi. Molto positivo ad esempio è l’annunciato cambio di paradigma sull’attuale, inefficace, struttura del greening, prevedendo il passaggio da una logica punitiva nei confronti degli agricoltori, a un sistema di premialità che incentivi pratiche sempre più sostenibili, a ridotto impatto ambientale e mirate alle specificità territoriali di ogni Stato membro.
Il futuro della Pac è strettamente legato alle vicende politiche che attanagliano l’Unione europea in questa fase complicata ed incerta della sua storia. Lo scenario attuale mostra molte più incognite rispetto al passato, in particolare la Brexit e le nuove emergenze europee (immigrazione, occupazione, politica estera). Non sarà quini facile trovare un accordo tra i 27 Paesi. C’è tuttavia un aspetto confortante: i cittadini europei guardano positivamente al ruolo dell’agricoltura, come è emerso dalle consultazioni svolte dalla Commissione. E ciò fa ben sperare.
Giovanni Cardone – direttore Cia Piemonte