In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
La Pac post 2020 deve saper rispondere ai mercati ed ai rischi climatici
Scritto il 31-08-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
“Orientare meglio le risorse della Pac che rappresentano il 38 per cento del budget di spesa complessivo dell’Unione Europea. I circa 7 miliardi di euro destinati all’Italia dovrebbero essere investiti nell’innovazione, per la competitività delle aziende agricole, con un’attenzione particolare all’individuazione di strumenti per la gestione dei rischi in agricoltura, sempre più toccata dagli effetti dei mutamenti climatici”. Così il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino si è espresso nel suo intervento nel corso della tavola rotonda “La Politica agricola del futuro”, nell’ambito del XV Congresso dell’Associazione Europea degli Economisti agrari, in svolgimento a Parma.
Secondo il presidente della Cia “è importante che i fondi europei vengano indirizzati per favorire la competitività delle imprese agricole, migliorando le filiere produttive, semplificando al massimo i processi di accesso ai finanziamenti, troppo spesso intrappolati in un sistema burocratico disincentivante. Il ricambio generazionale nei campi, attualmente sotto il 10 per cento, potrà avvenire solo se il settore si rende attrattivo, un obiettivo ineludibile che oggi non è stato ancora raggiunto”.
“Fare impresa nel settore agricolo -ha concluso Scanavino- è arduo, l’attività è esposta ad una percentuale di insuccesso molta alta, il più delle volte non connessa all’incapacità dell’imprenditore ma a regole di mercato penalizzanti. La Pac deve contenere misure efficaci che assicurino maggiormente i redditi degli agricoltori. Non si tratta di assistenzialismo che gli agricoltori italiani respingono, ma di un sostegno equilibrato a compensazione di perdite scaturite da eventi metereologici straordinari, calamità naturali o crisi di mercato. Nell’ultimo anno, il primario in Italia, ha subito, per queste cause, danni per miliardi di euro”.
Al dibattito della tavola rotonda, moderati da Roberto Henke, direttore del Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia del Crea, hanno preso parte Filippo Arfini (Università di Parma) Margherita Scoppola (Università di Macerata e president elect Associazione Europea Economisti Agrari), Arnold Puech d’Alissac (presidente Commissione Catena alimentare FNSEA e membro del board FNSEA con delega alle Relazioni internazionali), Donato Romano (Università di Firenze) e José-Maria Garcia-Alvarez-Coque (Università di Valencia).