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Etichettatura d’origine e tracciabilità sono un punto di partenza e non un punto di arrivo
Scritto il 01-08-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
L’etichettatura d’origine e la tracciabilità sono fattori importanti per tutelare il patrimonio agroalimentare italiano e vanno estesi a tutti gli alimenti. Per i prodotti trasformati devono essere indicati non solo la provenienza geografica della materia prima agricola utilizzata, ma deve essere reso trasparente anche l’intero percorso compiuto dalla materia prima e specificato il luogo dell’ultima lavorazione sostanziale, in modo che i consumatori possano distinguere tra ciò che è davvero italiano e ciò che è soltanto trasformato e confezionato in Italia.
L’Italia, con il recente decreto che introduce l’obbligo di origine del grano con cui vengono fatti maccheroni e spaghetti e del luogo di produzione del riso, si é posta all’avanguardia in Europa sul fronte dell’etichettatura. Per due anni il nostro Paese sperimenterà il nuovo sistema di etichettatura, nel solco della normativa già in vigore per latte e formaggi, in attesa che Bruxelles dica la sua.
Tuttavia, come ha sottolineato il Presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, etichettatura e tracciabilità, pur essendo passaggi necessari per garantire sempre di più e sempre meglio i consumatori e gli agricoltori, possono dare un contributo alla soluzione, ma non sono la soluzione di tutte le problematiche che interessano il settore agricolo . Tanto più quando l’obbligo di indicare l’origine delle materie prima riguarda solo le aziende italiane, mentre chi produce all’estero e porta i propri prodotti in Italia può continuare a farlo senza applicare le nuove regole.
“Alle volte – afferma Dino Scanavino -, si ha l’impressione che la sostanza lasci il passo all’apparenza, con leggi da cui traggono beneficio propagandistico solo coloro che le hanno promosse o cavalcate a furor di popolo, senza vantaggi reali per i destinatari delle stesse norme”.
Etichettatura d’origine e tracciabilità non devono distrarre, sottolinea ancora Scanavino, dalla questione principale che non è solo quella di favorire una più equa distribuzione del valore aggiunto tra tutti i soggetti facenti parte dele filiere, ma di dare certezze alle stesse filiere, in termini di regole lungimiranti e condivise per commercializzazione e mercato. Anche perché il quadro di riferimento del mercato deve essere quello globale e non chiuso nelle logiche dei confini nazionali.
In altre parole etichettatura e tracciabilità sono soltanto un punto di partenza e non un punto di arrivo.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte