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Consultazione Ue sulla riforma della Pac, hanno risposto tanti “ambientalisti”e pochi agricoltori
Scritto il 13-07-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Pac
Il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo sostenibile, Phil Hogan, ha presentato il 7 luglio scorso i risultati della consultazione pubblica sulla modernizzazione e la semplificazione della Pac, la Politica agricola comune.
La Commissione ha ricevuto 322.912 risposte. Quasi metà di queste (147.142, ovvero più del 45%) sono arrivate dalla Germania. Rispettivamente seconda e terza la Francia e l’Italia, l’una con 40.390 risposte al questionario (il 12,51%), l’altra con 38.425 (l’11,9%). All’ultimo posto Malta: appena 40 questionari compilati.
La maggior parte dei contributi sono pervenuti alla Commissione a seguito della grande mobilitazione lanciata da Wwf Europa, BirdLife Europa e European Environmental Bureau, che hanno coinvolto in Italia nove associazioni “ambientaliste”. Queste ultime hanno raccolto circa 33mila firme su un totale di circa 38.000.
Solo il 7% delle risposte al questionario Ue sono arrivate da persone impiegate direttamente nel settore dell’agricoltura.
La risposta del pubblico alla consultazione esprime il livello di interesse che esiste per la Pac e dimostra che anche i cittadini intravedono il bisogno di una Pac forte e più semplice, ma l’ultima parola sulla riforma della Pac crediamo che debba spettare ai protagonisti, ovvero agli agricoltori che si esprimono attraverso le loro rappresentanze. I grandi sindacati agricoli di tutta Europa, che hanno a cuore la sostenibilità, la modernizzazione e la semplificazione della Politica Agricola Comune, privilegiano l’interlocuzione diretta con la Commissione e con il Parlamento europeo.
La Cia ha presentato nel dicembre 2016 a Bruxelles, nel corso di una giornata di confronto e dibattito con i protagonisti della scena politica europea, uno studio per denunciare gli squilibri della Pac che muovono “da una serie di scelte strategiche sbagliate che rientrano nella normativa che regola la Pac fino al 2020”. A conclusione della giornata, il presidente della Cia Dino Scanavino ha lanciato una nuova sfida in favore di una “riforma radicale” che tenga conto di tre elementi: “la semplificazione”, per ridurre la burocrazia che frena investimenti e ammodernamento; “un nuovo rapporto tra agricoltura e territorio e al suo interno con la riorganizzazione delle politiche di sviluppo rurale; “la definizione di nuovi strumenti per gestire la tensione dei mercati agricoli”.
La Cia ha poi rilanciato nella sede del Parlamento europeo, lo scorso aprile, in occasione della celebrazione del quarantennale della sua fondazione, le sue proprie proposte di modifica della Pac.