In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
Dopo il Ceta in dirittura d’arrivo l’Epa
Scritto il 28-06-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Mentre il nostro Parlamento discute del Ceta, l’accordo commerciale tra Canada ed Europa, é in dirittura d’arrivo un altro accordo di cooperazione economica, quello fra Unione Europea e Giappone (Epa). L’accordo dovrebbe essere fissato nel 90% dei suoi punti principali dal Premier giapponese Abe ai primi del mese prossimo, sulla scia della sua presenza al G20 di Amburgo del 7 luglio.
L’accordo, oltre ad avere una sua evidente importanza dal punto di vista economico e geopolitico (Ue e Giappone “muovono” congiuntamente un’economia da 20 triliardi di Euro l’anno, e hanno avuto un interscambio commerciale pari a circa 125 miliardi nel 2016), contiene molte buone notizie per l’agroalimentare europeo, e quindi anche tricolore.
Uno dei punti principali sui quali battono i negoziatori europei è infatti quello dell’annullamento dei consistenti dazi che il Giappone impone sui prodotti alimentari provenienti dall’Ue, e che includono una gabella tra il 30 e il 40% sui formaggi, del 38,5% sulle carni bovine, di fino al 30% sul cioccolato, di fino al 24% sulla pasta, del 15% sul vino (o un minimo di 125 yen – un Euro circa – per litro) e del 9% sui pomodori in scatola.
Inoltre, dato non secondario, i negoziatori Ue desiderano che l’Epa includa il riconoscimento di 205 prodotti ad indicazione geografica, in modo da garantirne l’esclusiva vendita con il nome corrispondente – e quindi tutelando per legge le eccellenze “made in Italy” in terra nipponica. In cambio, il Giappone vedrebbe azzerati i dazi del 10% attualmente imposti dall’Unione su veicoli e componentistica automotive nipponiche: una concessione molto allettante per quello che è attualmente il sesto partner commerciale dell’Ue, e il quinto Paese importatore di vino al mondo (25,9 milioni di litri nel 2016, secondo dati Vinexpo-Iwsr).