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Assicurazione agevolata sul grano duro per garantire i ricavi
Scritto il 20-02-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazioni erbacee
E’ stata presentata dal ministro Martina e dal presidente Ismea Corali la polizza agevolata per garantire i ricavi ai produttori di grano duro. Il governo ha previso un investimento di 10 milioni per coprire il 65% del costo della polizza.
Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l’agricoltore che ha sottoscritto la polizza riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito.
La polizza sui ricavi è l’ultimo dei provvedimenti previsti dal Piano cerealicolo nazionale, e giunge dopo l’investimento di 10 milioni di euro sui contratti di filiera e la presentazione a Bruxelles del progetto di etichetta per la pasta alimentare, volta a proteggere la produzione di grano duro italiano – 4 milioni di tonnellate – e offrire al consumatore la possibilità di scegliere cosa acquistare, vista la vasta offerta dei pastifici italiani: 3,4 milioni di tonnellate pasta per un valore della produzione di 4,6 miliardi di euro, un export da 2 miliardi.
Per avviare la sperimentazione è prevista anche la riassicurazione di Ismea, in modo da offrire alle compagnie assicurative una forma di protezione da eventuali perdite in questa prima fase di lancio delle polizze. Questa polizza è aggiuntiva rispetto alle garanzie tradizionali contro le avversità meteo come gelo, siccità alluvione o eccesso di neve, grandine o sbalzi termici.
Si tratta di una sperimentazione e quindi, prima di giudicare se la polizza funziona o meno, è necessario attendere.
Per il Vice Presidente nazionale della Cia Camillo Mastrocinque si tratta comunque di “un importante segnale di risposta dopo mesi di denuncia e manifestazioni in tutta Italia contro la svalutazione di una filiera produttiva che rappresenta un patrimonio per l’Italia” .
Per avere una misura della crisi che sta mettendo in ginocchio i produttori basta un dato: ai 180 euro con cui viene pagato un quintale di pasta dal consumatore fanno fronte soli 18 euro con cui viene pagato un quintale di grano duro al produttore agricolo. “Una situazione intollerabile – continua Mastrocinque – , dettata sia dai cambiamenti climatici, sia soprattutto da una estrema volatilità del mercato figlia di importazioni di natura puramente speculativa a danno di colture pregiate come quelle italiane. Per questo l’introduzionedi un sistema assicurativo è una svolta”.
In Piemonte la superficie abitualmente coltivata a grano duro é di circa un migliaio di ettari, concentrati soprattutto nella provincia di Alessandria. La produzione ammonta a circa 7.000 tonnellate.