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Lodovico Actis Perinetto: ci aspetta un anno denso di incognite
Scritto il 16-01-2017 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Ci stiamo lasciati alle spalle un anno difficile e ci aspetta un 2017 denso di incognite sul piano politico, economico e sociale. L’Italia sembra incapace di darsi una governance stabile. I segnali di ripresa sono esili e poco solidi. Le sofferenze sociali derivanti da disoccupazione e impoverimento e la mancanza di risposte appropriate hanno fatto riemergere nel nostro Paese pulsioni profonde di xenofobia e nazionalismo.
Anche l’agricoltura non sta vivendo un momento felice.
Nella maggior parte dei settori, dal cerealicolo al caseario a quello degli allevamenti, la situazione è oramai al limite della sostenibilità. In media le quotazioni dei prodotti -rileva Ismea – hanno sperimentato nel 2016 una riduzione del 5,2% rispetto al 2015. Si sono avute in particolare flessioni nell’ordine del 6,7% per il gruppo delle produzioni vegetali e del 3,1% per i prodotti zootecnici. Con margini così bassi di redditività le nostre aziende non possono resistere a lungo.
Una causa non secondaria delle basse quotazioni dei prodotti agricoli sta nei rapporti squilibrati del settore agricolo con l’industria di trasformazione e la grande distribuzione organizzata. Fatto 100 il prezzo finale di un bene prodotto in agricoltura, al suo produttore va una percentuale che oscilla tra il 14% e il 18%, al distributore circa il 25% mentre il resto va al commerciante. Sono dati che parlano da soli
A ciò si sommano i problemi antichi e mai risolti in maniera soddisfacente quali il carico di imposte, tasse, accise ed oneri contributivi, l’eccesso di burocrazia e le difficoltà di accesso al credito.
Nonostante le tante difficoltà l’agricoltura piemontese ancora tiene, ma occorre un’inversione di tendenza decisa e rapida. La politica deve riconoscere nei fatti, e non a parole, il ruolo essenziale dell’agricoltura per la rinascita economica e sociale del nostro Paese.
L’agricoltura è un settore vitale, che può dare un grosso contributo a far uscire l’Italia dalla crisi, a patto che sia posta nelle condizioni di farlo. Dall’Europa, dal nostro Governo, dal Parlamento e dalla Istituzioni regionali ci attendiamo provvedimenti e risorse per la crescita ed il rilancio del settore. Ci attendiamo anche che il nostro Governo si impegni a garantire un pensione adeguata ai giovani imprenditori agricoli, che oltre alla difficoltà che incontrano ogni giorno nello svolgimento della loro attività, sono in ansia perché, alla luce della normativa vigente, hanno la prospettiva di un trattamento pensionistico sotto i 300 euro.
Il 2017 sarà l’anno della consultazione pubblica sulle prospettive a medio termine dell’agricoltura europea, che dovrà dare avvio al processo di riforma della Pac 2013-2020. Le crisi degli ultimi due anni deve spingere L’Europa a riconsiderare l’efficacia degli strumenti della Pac che abbiamo a disposizione. La politica agricola è indispensabile all’Europa, ma va semplificata e modernizzata e noi come Cia daremo tutto il contributo che è nelle nostre possibilità perché ciò avvenga.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte