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Novità per i voucher, tracciabilità ed obbligo di comunicazione
Scritto il 17-10-2016 da Ufficio stampa | Categoria: burocrazia
A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2016, dall’8 ottobre 2016 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 185 del 24 settembre 2016 correttivo al Jobs Act, recante “Disposizioni integrative e correttive dei Decreti Legislativi 15/06/2015 n. 81 e14/09/2015 nn. 148,149, 150 e 151 a norma dell’Articolo 1 comma 13 della Legge 10 dicembre 2014 n.183”.
La modifica più rilevante introdotta dal correttivo del Jobs Act riguarda la nuova procedura di comunicazione dei voucher: a partire dall’8 ottobre 2016, infatti, i committenti imprenditori agricoli sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, e la durata temporale della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni.
Questo significa che la durata della prestazione, facendo ricorso al lavoro accessorio, non potrà essere superiore ai 3 giorni e qualora la stessa prestazione richiedesse un periodo maggiore, bisognerà effettuare la comunicazione preventiva ogni 3 giorni e almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione stessa.
Per quanto riguarda le modalità di effettuazione della comunicazione, sono indicati quali strumenti gli Sms e la posta elettronica. Ad oggi resta da capire come si potrà gestire in pratica l’adempimento fino a quando non saranno date informazioni più puntuali sulle modalità di comunicazione, in particolare, quale numero e quale indirizzo mail utilizzare. Il dettame della norma, infatti, ha creato grande incertezza sulla modalità concreta con cui adempiere a tale obbligo.
In caso di violazioni all’obbligo comunicativo ricordato, sarà applicata la nuova sanzione amministrativa da 400 a 2.400 Euro per ogni lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.
La Cia del Piemonte ritiene opportuno sottolineare che non condivide la logica che ha portato il legislatore a ritoccare per l’ennesima volta lo strumento dei voucher, già soggetto a forti restrizioni nel settore agricolo. Le novità introdotte, infatti, hanno ulteriormente complicato l’iter burocratico che, a parere della Cia del Piemonte, disincentiverà l’utilizzo dei buoni lavoro.