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E’ entrata nel vivo la stagione del taglio dei riso
Scritto il 07-10-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazioni erbacee
È partita un po’ in ritardo rispetto ad esempio alla Lomellina, ma anche in Piemonte la stagione del taglio del riso è entrata nel vivo. E nonostante gli agricoltori non siano neanche a metà della campagna di trebbiatura, c’è fiducia sul nuovo raccolto. “Al momento – commenta il presidente di Ente Risi Paolo Carrà – la produzione è in linea con il 2015. Ci sono gli stessi standard qualitativi e quantitativi dell’anno scorso, ma per una valutazione definitiva bisognerà aspettare la fine del raccolto. Un dato positivo è stato il meteo favorevole: la grandine, così come le malattie del riso, non hanno influito”.
Il mondo del riso spera, ma pesano sul futuro del comparto le concessioni unilaterali della Commissione europea ai Paesi meno avanzati. La liberalizzazione del commercio è stata gestita con poca cautela e a farne le spese è il comparto risicolo, che non solo rappresenta una parte importante della storia della nostra agricoltura, ma è anche strategico e molto rilevante dal punto di vista economico. Occupa oltre 8 mila addetti in circa 2500 aziende. La risicoltura contribuisce inoltre al modellamento di paesaggi e ecosistemi unici, con effetti benefici diretti per la biodiversità e la difesa idrogeologica.
I nostri produttori chiedono che venga applicato l’articolo 22 del regolamento (UE) n. 978/2012 che prevede che, a partire dal 1° gennaio 2014, qualora le importazioni di un prodotto esenti da dazi e provenienti dai Paesi meno sviluppati aumentino in modo tale da “causare o rischiare di causare gravi difficoltà”, come effettivamente sta avvenendo, vengano ripristinati “i normali dazi della tariffa doganale comune” (clausola di salvaguardia, articolo 20 del regolamento (CE) n. 738/2008).