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Biodiversità e produttività
Scritto il 25-10-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
La biodiversità é un valore. E’ impossibile non condividere quel che scrive Slow Food : “Se salviamo la biodiversità, salviamo il Pianeta. Ci sono colture, animali e produzioni tradizionali che costituiscono una parte importante della cultura di un territorio e devono essere assolutamente salvate”.
Premesso che l’Italia è campione di biodiversità e può contare su 504 varietà iscritte al registro viti, 533 varietà di olive, 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 razze di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini. Premesso tutto questo c’è però un altro problema non meno importante della biodiversità che va preso in considerazione. Per salvare, oltre al Pianeta, anche il genere umano, bisogna produrre abbastanza cibo per sfamare nove miliardi di persone, quanti saranno gli abitanti del pianeta nel 2050.
La Fao ha ripetutamente sottolineato, nei vari rapporti sullo “Stato dell’Insicurezza Alimentare nel Mondo” presentati in questi ultimi anni, la necessità di incrementare la produzione agricola almeno del 70% da qui al 2050. Poiché è molto probabile che la superficie a destinazione agricola del Pianeta diminuirà o, nel migliore dei casi, rimarrà stabile, è evidente che per aumentare la produzione sarà necessario incrementare esponenzialmente i livelli di produttività e ciò sarà possibile solo attraverso l’innovazione, la tecnologia ed anche il miglioramento genetico, sia delle piante, sia degli animali.
Contemperare l’esigenza di salvare la biodiversità con quella di incrementare la produttività non è semplice. Si deve cercare, caso per caso, quale soluzione sia la più adatta per bilanciare le due esigenze, evitando contrapposizione ideologiche che non portano da nessuna parte.