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Prezzi volatili, i produttori sempre più in difficoltà a programmare attività ed investimenti
Scritto il 08-09-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
La volatilità dei prezzi agricoli è un fenomeno che si è sempre verificato, ma non aveva mai assunto le attuali dimensioni e in prospettiva, secondo molti economisti, aumenterà ancora. Avvisaglie di ripresa ce ne sono poche. Anche se in questo momento sono in rialzo i prezzi dei suini e pare anche che la frutta estiva stia tenendo, i prezzi della maggior parte dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento sono in diminuzione o sono crollati. Dal grano al riso, dalla carne al latte. Non basta più fare prodotti validi, di qualità, di ottime caratteristiche per spuntare prezzi adeguati o almeno remunerativi dei costi di produzione.
Rispetto al passato, i fenomeni di volatilità dei prezzi ora toccano pesantemente anche il mercato interno dell’Unione europea. Mentre fino a qualche anno fa il mercato comunitario era fortemente protetto e garantito dalla politica protezionistica dell’Ue, ma via via le riforme della Pac hanno smantellato la politica dei mercati, determinando una minore protezione alla frontiera e una riduzione dei prezzi di sostegno interni, con la conseguenza che le dinamiche del mercato interno europeo stanno risentendo passivamente di quelle mondiali.
L’Unione europea sembra rassegnata a considerare l’incertezza dei mercati e la volatilità dei prezzi come un fenomeno strutturale. La nuova Pac non punta più sulla stabilizzazione dei prezzi sui mercati interni. Si limita a qualche intervento, di dubbia efficacia, per la promozione delle relazioni contrattuali lungo la filiera e per rafforzare il potere di contrattazione collettiva dei produttori, tramite un ruolo attivo delle Organizzazioni di produttori (Op) e degli Organismi interprofessionali.
Sta di fatto che in questa situazione di estrema volatilità dei prezzi, le aziende agricole sono in difficoltà a programmare attività ed investimenti. Con quale stato d’animo si potrà seminare il grano, dopo un’annata in cui il prezzo, non la qualità del prodotto che è stata eccellente, è crollato del 40%?
Paolo De Castro sostiene che occorre creare un sistema di protezione del reddito degli imprenditori agricoli attraverso l’utilizzo di strumenti di gestione del rischio, modificando quanto è stato fatto finora, ossia attribuire piccoli aiuti a ettaro in maniera indifferenziata, senza criteri e senza valutazioni precise. Quel che è certo è che fin qui si è fatto troppo poco per affrontare questa questione. Le Istituzioni a tutti i livelli devono darsi una sveglia.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte