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Lodovico Actis Perinetto, c’è spazio per un aumento immediato del prezzo del latte alla stalla di 5 cent
Scritto il 09-09-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Latte
In Francia é stato raggiunto un accordo sul prezzo del latte tra il gruppo Lactalis e le organizzazioni dei produttori, dopo una settimana di una vera e propria “guerra del latte’ tra il gruppo francese lattiero-caseario ed i produttori. Sarebbe giunto il momento per la Lactalis di assumere un atteggiamento responsabile anche in Italia, adeguando il prezzo del latte alla stalla almeno agli effettivi costi di produzione, dal momento che ci si sono le condizioni per poterlo fare.
In Italia il gruppo Lactalis, che controlla Parmalat, Galbani e Invernizzi, invece fa orecchie da mercante. Essendo la multinazionale francese un quasi monopolio (detiene il 33 per cento del mercato italiano del latte a lunga conservazione, ma la quota sale al 34 per cento nella mozzarella, al 37 per cento nei formaggi freschi e via dicendo), di fatto il prezzo pagato dalla Lactalis viene preso a riferimento da molti altri caseifici. Si sa che il gruppo Lactalis fa generosi margini e risulta incomprensibile il motivo per cui si opponga ad una trattativa con gli allevatori per un adeguamento del prezzo.
Tutti gli indicatori dicono che i prezzi del burro, dei formaggi e del latte in polvere sono in netta ripresa e c’è quindi spazio per un aumento del prezzo del latte alla stalla, immediatamente a 35 cent il litro ed a fine anno a 38 cent. Da un aumento immediato di almeno 5 cent il litro dipende la vita o la morte di molte stalle sopravvissute fino ad ora in Italia. Ai valori attuali le aziende non possono durare a lungo e si mettono a rischio il lavoro, gli animali, le stalle, i prati ed i pascoli custoditi da generazioni.
In Francia il Governo è stato al fianco dei produttori. Sarebbe utile che il nostro Governo facesse altrettanto perché in gioco non ci sono gli interessi di una categoria, quella dei produttori di latte, ma dell’agroalimentare italiano, di cui il lattiero-caseario è un settore importante.
I produttori italiani sono anche in attesa che la Commissione europea si esprima sul decreto del Governo che introduce l’obbligo di indicare l’origine del latte. La Commissione europea ha già risposto positivamente alla richiesta da parte della Francia di sperimentare per due anni un regime di etichettatura di origine obbligatoria per il latte, e per latte e carni utilizzate come ingredienti nei prodotti alimentari preconfezionati. Speriamo in tempi rapidi anche per il decreto del nostro Governo.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte