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Il mais extracomunitario pagato di più del mais nazionale
Scritto il 12-09-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Coltivazioni erbacee
Alla Borsa Merci di Bologna, punto di riferimento per i mercati di tutta Italia, il mais nazionale ad uso zootecnico, quello di qualità, è stato quotato 180 euro, contro i 195 euro a tonnellata della quotazione del mais d’importazione extracomunitario ad uso zootecnico (Listino settimanale dei prezzi all’ingrosso n. 33 del 8 settembre 2016).
Il gap di 15 euro tra il mais nazionale di qualità e quello extracomunitario è inspiegabile ed intollerabile e disincentiva i nostri produttori a dedicarsi a tale coltura.
Fino a quindici anni fa l’Italia era autosufficiente. Poi dopo il 2001 è cominciata una fase di lento declino e nel 2004 abbiamo importato il 10% del mais di cui avevamo bisogno, diventato poi il 20% nel 2009, il 30% nel 2012. Per la campagna di quest’anno si potrebbe arrivare alla metà esatta del fabbisogno italiano, che è pari a circa 11 milioni di tonnellate.
La crisi del mais è preoccupante. Tutti i prodotti derivati da carne e latte – formaggi, salumi, prosciutti -, compresi i prodotti Dop e Igp, hanno come base il mais. Non solo nel 2016 butteremo al vento più di un miliardo di euro per acquistare il mais che ci manca, ma stiamo correndo il rischio di non disporre di mais italiano a sufficienza per sorreggere le nostre produzioni di qualità.
È quindi necessario trovare soluzioni adeguate che permettano a questa coltura di tornare a essere al centro di un’agricoltura a cui offre ancora enormi possibilità.