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Alpilat: i conti del latte non tornano
Scritto il 14-09-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Latte
L’Associazione Produttori Latte del Piemonte intende rimarcare e denunciare l’anomalia che sta caratterizzando il mercato lattiero caseario sia a livello locale sia a livello internazionale, con un prezzo del latte pagato alla stalla ad Agosto arrivato ai minimi storici quando il mercato del latte è invece in netta ripresa. In Piemonte come in Italia si sta infatti assistendo a questo nuovo quanto preoccupante fenomeno: da un lato migliorano le quotazioni e i consumi sia del Grana Padano che del Parmigiano Reggiano, da sempre tra i principali indicatori del mercato interno, dall’altro il prezzo del latte alla stalla continua a scendere! Inoltre, anche le quotazioni del latte venduto Spot sia Nazionale che Estero sono in risalita: basti dire che Lodi è cresciuto da Aprile ad oggi di 14,17 cent/lt arrivando a 37,63 cent/lt e lo Spot Tedesco, nello stesso periodo, è cresciuto di 17,53 cent/lt arrivando a 39,44 cent/lt.
Se si osserva, ancora, il contesto internazionale anche qui le cose non quadrano con quanto sta capitando sul prezzo del latte: la sommatoria dei prezzi dei principali derivati lattiero caseari prodotti in Unione Europea, quali burro, polvere di latte scremato e polvere di latte intero, Cheddar, Edam, Gouda, Emmental e siero di latte in polvere, segna un + 10% da aprile/maggio rispetto ad agosto 2016 ed addirittura un + 15% se si osservano i valori del solo burro e della polvere magra. Confrontando tale ripresa con le quotazioni medie di Febbraio/Marzo registrate a livello UE (http://ec.europa.eu/agriculture/market observatory/milk/) pari a 29 cent/lt, si osserva che ora il prezzo medio internazionale alla stalla dovrebbe crescere del 10 %, pari a circa 3 cent/lt, arrivando ad oltre 31 cent/lt, mentre la quotazione provvisoria di Luglio è pari a meno di 26 cent/lt. Dunque mancano ben 6 cent/lt. Questa situazione si riflette sul meccanismo di prezzo adottato in Italia da ITALATTE, derivato come noto dai prezzi medi UE, che oltretutto influenza gran parte del mercato nazionale. Con il risultato che ormai i produttori sono al collasso. Per le nostre aziende agricole non è più possibile continuare a produrre in perdita in quanto il realizzo non copre nemmeno più i costi di produzione (come si evince da un recente studio di ISMEA a cui ha collaborato anche l’Associazione).