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La speculazione mette in ginocchio i produttori di grano
Scritto il 20-07-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
La speculazione sta mettendo in ginocchio i produttori di grano con prezzi sul campo crollati fino al 50% rispetto ai valori medi delle passate annate, largamente al di sotto dei costi produttivi per gli agricoltori. “Tra l’altro, per un grano che quest’anno risulta ottimo per proprietà proteiche intrinseche e di qualità superiore. Una situazione dietro la quale c’è un chiaro disegno speculativo”, denuncia la Cia-Agricoltori Italiani, la cui direzione nazionale ha approvato un preciso ordine del giorno, per avanzare proposte finalizzate a porre un argine a questo fenomeno, dichiarando a tutti gli effetti lo stato di agitazione del settore.
La riduzione media dell’ultima settimana ha raggiunto una media del 40% dal Nord al Sud, rileva la Cia. Decisamente sottotono anche l’avvio della campagna del frumento tenero, con cali annui dei prezzi compresi tra il 15% e il 20%, a fronte di una moderata stabilità dei mercati internazionali. “Risulta che enormi quantità di grano italiano sono state esportate nel Nord Africa, insieme all’arrivo, in contemporanea con i raccolti di navi piene di frumento provenienti da Paesi terzi”, e questo, secondo la Cia, “ha determinato questa ‘guerra del grano’, con prezzi insostenibili. Venticinque anni fa il frumento valeva 30 mila lire, più o meno le stesse quotazioni di oggi”, ricorda la Cia che chiede al Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina di adoperarsi per mettere in atto tutte le misure di salvaguardia contemplate per il grano italiano, ponendo un freno alle importazioni selvagge.
Da ricordare che la produzione nazionale di frumento duro è strutturalmente deficitaria rispetto al fabbisogno dell’Industria, la quale si trova pertanto nell’obbligo di importare significativi quantitativi di frumento duro, essenzialmente dal Canada e dagli Stati Uniti, le cui quotazioni risultano più elevate rispetto alle quotazioni del frumento nazionale.