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Il “mais miracoloso”, tra scienza, politica e …. religione
Scritto il 14-06-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
La Cia ha presentato a Roma il libro di Emanuele Bernardi “Il mais miracoloso”. Il mais “miracoloso” é il mais ibrido che, quando fu introdotto in Italia, dopo la fine della seconda guerra mondiale, cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa
A confrontarsi sul tema sono stati, assieme all’autore, il vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera Massimo Fiorio, il presidente della Cia Dino Scanavino, i professori Roberto Finzi e Manlio Sodi nonché Roberto Defez del CNR di Napoli.
Con la fine della Seconda guerra mondiale, prima tramite i governi militari e l’Unrra, poi col piano Marshall, gli Stati Uniti proiettarono sull’Europa in crisi i frutti della rivoluzione tecnologica, economica e organizzativa avviatasi colà dagli anni Trenta. Tra i frutti della rivoluzione tecnologica anche il mais ibrido, che negli Stati Uniti si era diffuso piuttosto velocemente grazie alle politiche del New Deal promosse dall’amministrazione Roosevelt. All’inizio degli anni quaranta occupava circa il 90 per cento della superficie maidicola dello Stato dell’Iowa e i 2/3 di quella degli Stati occidentali.
Si trattava, sul piano strettamente economico-scientifico, di un’innovazione dalle grandi potenzialità, ma sui mais ibridi si aprì un dibattito prevalentemente politico in cui si contrapposero chi vedeva negli americani i liberatori (che volevano solo aiutare) e la sinistra che guardava all’URSS, giustamente sospettosa di quello che gli americani regalavano con lo scopo di penetrare il mercato europeo in generale e italiano in particolare con i loro prodotti. A favore dei mais ibridi scese in campo anche la Chiesa di Pio XII, con la sua capillare organizzazione territoriale.
Nel tentativo di diffusione degli ogm in Europa oggi troviamo le stesse logiche di base. L’innovazione in sé, nel suo aspetto scientifico, conta poco, per non dire nulla. Prevale l’ideologia.