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Crisi latte, suinicoltura, ortofrutticoltura, c’è bisogno di risposte immediate, ma la Ue rinvia ogni decisione
Scritto il 29-06-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Il Consiglio agricolo europeo riunito ieri a Strasburgo ha deciso di non decidere. Agricoltori e allevatori dovranno aspettare il Consiglio di luglio per sapere se entreranno o meno in vigore i pacchetti di aiuti che, a vario titolo, i ministri hanno messo a punto.
Molto amareggiato il Ministro Martina : “Ci aspettavamo di più, ma il piano di intervento della Commissione non c’è stato. Abbiamo capito tutti che non bastano le risposte nazionali, con la crisi del latte abbiamo un esempio evidente. Servono strumenti di carattere generale e validi per tutta Europa. Con Francia e Spagna abbiamo proposto di finanziare a livello Ue la programmazione produttiva volontaria dell’offerta. Uno strumento identico per tutti i Paesi. Il fatto che il 40% delle risorse comunitarie dell’intervento dello scorso anno sul latte non sia stato speso è un segnale che dobbiamo tenere in considerazione. È necessario anche arrivare all’aumento definitivo del “de minimis” passando da 15mila fino a 30mila euro, per avere più margini di movimento nel dare risposte alle imprese. In questo momento inoltre vediamo gli effetti della crisi del settore lattiero caseario scaricarsi anche su altri settori come quello ovino, che merita attenzione”.
Al centro della discussione del Consiglio Ue la proposta di una riduzione volontaria e temporanea della produzione di latte. Una misura ritenuta praticabile dal Commissario Hogan, ma la decisione é stata rinviata perché richiederebbe un ulteriore impegno finanziario, così come gli interventi a favore delle carni suine e dell’ortofrutta.
“Sulla suinicoltura – ha aggiunto Martina – sono convinto della necessità di intervento nel breve periodo con la riattivazione dello stoccaggio privato delle carni suine e nel medio periodo con un intervento sul primo pilastro della Pac. Sul tema ortofrutticolo, invece, segnalo le difficoltà che in Italia stanno scontando produzioni come il pomodoro e gli agrumi. Anche qui servono più coraggio e più strategia. Vogliamo contribuire a sviluppare una fase più operativa ed efficace degli interventi con le risorse comunitarie necessarie per operare. L’Europa ha bisogno di un rilancio che passa necessariamente per la sua capacità di decidere, di dare risposte in tempi rapidi ai problemi dei cittadini e delle imprese”.